domenica 13 novembre 2011

Scene di vita castellana nei vecchi giornali illustrati

Trovati sulle bancarelle dei mercatini

Il salvataggio del maestro Alberto Rossi - Nell’aprile del 1962 avevo quasi nove anni e mezzo e frequentavo la quarta elementare nelle scuole centrali di Piazza Garibaldi, ricordo la viva impressione suscitata in quegli anni, forse un paio di anni prima, per il crollo di un tratto del muro di cinta della Villa Lancellotti che causò la morte di uno o due bambini ma non ricordo minimamente l’episodio descritto in questa tavola de La Tribuna Illustrata del 22 aprile 1962, disegnata da Vittorio Pisani. La didascalia dice che: “A Frascati un autocarro in sosta, causa l’improvvisa rottura del freno a mano, si metteva in moto e scendeva per la strada in pendio. Acquistando sempre maggiore velocità, continuava la folle corsa verso il tratto prospiciente la scuola elementare. Sicuramente sarebbe piombato su un gruppo di ragazzi che stavano uscendo in quel momento e non si erano accorti del pericolo. Con prontezza e coraggio il maestro Alberto Rossi si slanciava verso di loro, li sospingeva, li schiacciava contro il muro, così che il mastodontico veicolo, nel suo rovinoso passaggio, li sfiorava appena, poco prima di investire quattro macchine parcheggiate per arrestarsi, finalmente, contro il muro di uno stabile”. Non ricordo di aver mai sentito nominare il maestro Alberto Rossi, e la cosa mi meraviglia, visto che invece ricordo bene di aver avuto come maestra la signora Enrica Donati nei primi tre anni di elementari mentre e in quarta e quinta ebbi il maestro Gaspare Molinari e ricordo inoltre distintamente i nomi di tanti altri maestri e maestre delle altre classi e mi dispiace quindi di non ricordare nulla di Alberto Rossi. I ragazzi da lui salvati dovrebbero però oggi avere la mia età e magari qualcuno fra loro – ma chi saranno? – conserva ancora memoria di quell’episodio e del loro salvatore.
La nave di Nemi - La copertina del “Supplemento illustrato della Domenica” a “La Tribuna” del 1° dicembre 1895 documenta, con una bella incisione a colori di Zaniboni e Romagnoli gli “Scavi e ricerche eseguite con un palombaro nel letto del lago di Nemi” per i rilievo intorno a quella che all’epoca veniva ancora definita “La nave di Tiberio”. Le navi erano invece due e entrambe attribuite a Caligola. I tentativi di recupero delle navi fra il 15° e il 19° secolo furono quattro: Leon Battista Alberti ci provò nel 1446 su incarico del cardinale Prospero Colonna, all’epoca proprietario di Nemi e del comprensorio circostante; nel 1535 ci riprovò Francesco De Marchi, ingegnere e studioso di applicazioni militari; nel 1827 fu la volta di un altro studioso, Annesio Fusconi, il quale fece uso della “campana di Halley” con cui riuscì a portare sul fondo del lago ben otto persone; infine, nel 1895, vi si cimentò, attraverso l’impiego di palombari, l’antiquario romano Eliseo Borghi, dopo aver ottenuto i permessi della famiglia Orsini, divenuta nel frattempo proprietaria del luogo, del comune di Nemi e del ministero della Pubblica Istruzione. Nessuno dei quattro tentativi andò in porto e tutto quello che fu recuperato furono cimeli isolati e frammenti degli scafi che in questo modo rischiarono di andare incontro a distruzione certa. Fu per questo motivo che prima della fine dell’anno, sulla base di una relazione del direttore generale delle Antichità e Belle Arti, Felice Barnabei, il ministro della Pubblica Istruzione, Guido Baccelli, revocò il permesso al Borghi e chiese l’intervento del ministro della Marina Morin per la effettuazione di rilievi scientifici. Morin affidò l’incarico a Vittorio Malfatti, tenente colonnello del Genio Navale, che tra la fine del 1895 e l’estate del 1896 con la campagna di ricerche documentata nella tavola qui riprodotta rilevò l’esatta ubicazione delle navi, la loro dimensione, le caratteristiche del luogo ed elaborò un ambizioso progetto di recupero che prevedeva l’abbassamento del livello del lago attraverso lo svaso di decine di milioni di metri cubi d’acqua. Ci vollero più di trent’anni e l’impegno di molti uomini illustri prima che il progetto potesse essere realizzato.
La Sagra dell'Uva a Marino - In questa bella tavola di Achille Beltrame, sulla copertina de La Domenica del Corriere del 21 ottobre 1928 è rappresentata una de “Le belle feste tradizionali italiane. La ‘Sagra dell’Uva’ a Marino (Roma): la folla festante intorno alla fontana dei Quattro Mori, donde zampilla vino per tutti”.
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1 commento:

fatacicci ha detto...

io sono un po' piu' giovane di te ma questo maestro Rossi non lo ricordo neanche io... peccato!