martedì 5 ottobre 2010

Storia e pesca lungo il litorale davanti a Torre Astura

Il sito che fu dei Conti di Tuscolo, degli Aldobrandini e dei Borghese

(Cliccare sulle foto per vederle ingrandite) Torre Astura, situata tra Nettuno e il promontorio del Circeo, è idealmente collegata a Frascati per essere appartenuta, se non addirittura inizialmente da loro costruita, ai Conti di Tuscolo prima dell’anno 1000 e poi, nel 1594, a papa Clemente VIII Aldobrandini, zio del Cardinale Pietro Aldobrandini che ideò e fece costruire l’omonima Villa che a Frascati domina la centrale Piazza Marconi, e successivamente, dopo la metà del ‘700, alla famiglia Borghese, che di ville rinascimentali a Frascati ne ha possedute ben cinque su dodici prima di concentrarsi nelle tre (Mondragone, Villa Taverna/Parisi e Villa Vecchia Angelina) che il Kircher, nella sua celebre stampa del 1671, definisce “Burghesianum, una cum villis”.
Ma la stessa Torre, come tutto il litorale da Anzio a San Felice raggiungibile da Frascati in appena un’ora di automobile, è anche mèta di battute di pesca che nelle giornate di mare calmo autunnale, come domenica scorsa, possono dare belle soddisfazioni.
Ecco cosa è scritto sulla Torre nel sito ufficiale del Comune di Nettuno: “In epoca medievale, alla foce del fiume Astura, 5 chilometri a sud di Nettuno, la località era abitata e sede di un antico porto romano. Dalla superficie del mare affioravano i resti di una peschiera di 15.00metri quadrati. Sui resti della peschiera, nel 1193, i Frangipane, signori del posto, per difendere Astura dai Saraceni, costruirono la torre, larga 30 metri per 15, meno grande dell'attuale. Plinio descrive Astura come un'isola e la notizia è confermata dai resti di un ponte che collegava l'isola alla terra ferma. La tavola Putingeriana ricorda Astura come una stazione della via Appia. Cicerone, che vi possedeva una delle sue ville, così descrive il luogo: “Astura locus quidam amoenus, in mari ipso, qui ab Antio et circejs aspici possit“. I Romani vi avevano costruito un porto e un palazzo imperiale di cui restano le rovine. Vi soggiornarono probabilmente Augusto, Tiberio e Caligola. Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugió in Astura, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra, lo consegnó a Carlo d'Angió, re di Napoli e l' ultimo degli Svevi fu decapitato in piazza del Carmine nella città partenopea. Il tragico episodio commosse profondamente il viaggiatore e storico tedesco Ferdinando Gregorovius, che a metà ottocento visitó questi luoghi e dedicó due commoventi poesie a Nettuno e Torre Astura. Per Gregorovius, Torre Astura “è la vedetta del Romanticismo, è la torre dei poeti tedeschi in Italia e dovrebbe essere dichiarata proprietà nazionale tedesca“. Dopo essere stato feudo dei Caetani e degli Orsini, nel 1426 Astura passó ai Colonna, i quali, intorno alla metà del XVI secolo ristrutturarono il castello, conferendo ad esso l'attuale aspetto. Eleganti forme rinascimentali si aggiunsero negli anni alle opere romane e al rustico medievale. Di una antica “Foresta di Astura“, poi chiamata “Selva di Mattone“, restano oggi le modeste, seppure rigogliose, testimonianze della pineta di Astura e dei boschi di Foglino e di Crocette. Il luogo ha ispirato nei secoli scrittori e poeti. “La foresta presso Astura è bellissima - è il racconto di Ferdinand Gregorovius, scritto nel 1854 - la flora qui è di una magnificenza tropicale, l'edera si avvinghia alle querce maestose “. E ancora Giuseppe Brovelli Soffredini, nel 1887. “l'immenso, imponente e grandioso giardino, il cui suolo era tappezzato da un verde scintillante nelle chiazze assolate e da un verde turchinoccio sotto l'ombra degli annosi cerri“. Gabriele D'Annunzio, che vi è stato nel mese di marzo del 1897, racconta di una “pineta meravigliosa i tronchi sono così fitti che lasciano appena penetrare qualche occhio di sole e gli alberi fulvi, con i loro rami carichi di aghi, brillano di questa divina iridescenza, di questa sovrammirabile opera d'incanto-aracnea“. Leggermente diverse le notizie fornite invece nel sito della Pro Loco, che ne attribuisce infatti la costruzione ai Conti di Tuscolo: “Fortificazione medievale costruita su una piccola isola collegata alla terraferma da un lungo pontile, Torre Astura si trova a dodici Km da Nettuno ed è senz'altro da ritenersi una delle emergenze più belle della costa laziale, visibile anche da grande distanza, isolata com'è nella piatta campagna circostante. Già Strabone ricorda un approdo costruito alla foce del fiume Astura, il più importante corso d'acqua tra la foce del Tevere e il Circeo. È probabile che qui si trovasse il porto dell'antica città di Satricum, che sorgeva più all'interno, lungo lo stesso fiume. Cicerone possedeva una villa in quest'area, dove dimorò a lungo tra il 45 e il 44 a.C., e non è pertanto completamente da escludere che i resti della villa che si trovano sul promontorio siano da identificarsi con la residenza del grande oratore. In età imperiale la villa subì rifacimenti e venne realizzato il porto artificiale, del quale ancora si vedono i due bracci che si distaccano dalla peschiera. Su questa venne edificato, in epoca medievale, il castello. Le prime testimonianze del castello risalgono al XII secolo, epoca in cui apparteneva ai Frangipane, ma è probabile che la prima costruzione di una torre risalga ai Conti di Tuscolo, precedentemente signori di tutta l'area”.
La circostanza appare confermata dal giornalista e scrittore Oscar Rampone il quale, nel sito Nettunocittà, scrive: “Non si trova più traccia di Astura fino al 987, quando il conte Benedetto Tuscolano e Stèfana sua moglie donarono all'abate Leone del monastero di Sant'Alessio parte dei terreni posseduti in Astura. E i monaci vi costruirono chiesa e Monastero. Estinta la famiglia dei Tuscolani, Astura passò a Leone e Manuele Frangipane, loro parenti". Come poi la Torre sia passata al Comune di Nettuno lo scrive il sito Wikipedia, che richiama anche la proprietà degli Aldobrandini e dei Borghese: “Nel 1426, dopo essere stato feudo dei Caetani e degli Orsini, passò sotto i Colonna, i quali ristrutturarono il castello, dandogli l'attuale aspetto, e lo vendettero nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, finita la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu ceduta al Comune di Nettuno negli anni '70”.
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessantissima la storia ricca e curiosa...peccato per i pesci che saranno costati una fortuna...

francescarita ha detto...

Molto interessante la storia della Torre Astura di Nettuno! Ho letto con piacere questo post dopo aver conosciuto questo monumento storico su Trivago, il sito a cui collaboro!
Complimenti per il blog ed a presto!

Achille ha detto...

Anche in questo caso leggo solo ora e ringrazio entrambi :-)) P.S. I pesci erano .... finti!! ahaha non è vero ;-)