lunedì 8 marzo 2010

I "Fratelli Nobiloni" e le origini del molino di Via Gregoriana

In alcuni documenti antichi e fotografie d’epoca

(Cliccare sulle foto per vederle ingrandite) Achille Nobiloni, mio nonno (all’anagrafe Annibale per un errore di trascrizione), era nato ad Arcevia nelle Marche il primo giorno di primavera, 21 marzo, del 1883 ed è morto il giorno di Natale, 25 dicembre, del 1972 poche settimane prima del suo novantesimo compleanno. Suo fratello Tommaso era più giovane di quattro anni ed è morto quattro anni prima di lui, vivendo quindi circa ottantadue anni. I due fratelli si trasferirono a Frascati intorno all’anno 1900 ed iniziarono a lavorare a Grottaferrata presso il molino dello zio materno Pietro Agostinelli. Dopo pochi anni, con l’aiuto dello zio, decisero di mettersi in proprio e a Frascati avviarono un molino in Piazza del Mercato per poi acquistare un terreno nell’attuale Via Gregoriana e impiantarvi un nuovo stabilimento dando così vita a quella che più tardi sarebbe diventata la Molinobili – Molini Fratelli Nobiloni S.p.A.
In una lettera datata 3 aprile 1916, i due fratelli si rivolgono nel modo seguente all’”Ill.mo Sig. Sindaco di Frascati”: “I sottoscritti Annibale e Tommaso F.lli Nobiloni, si onorano domandare alla S.V. Ill.ma se gli venisse ceduto in vendita l’appezzamento di terreno sito in Frascati, lato Monte Porzio Catone, e precisamente quello che confina con la strada provinciale, fabbricato di Campeti Candido e via del Camposanto. Scopo dell’acquisto del sudd. terreno è per ampliare uno stabilimento a Cilindri e palmenti per molire granaglie e produrre farine ben confezionate tanto necessarie a questa città ed ai paesi del mandamento; avendo i medesimi Nobiloni acquistato a bella posta, per sviluppare tale industria, l’attiguo fabbricato del Campeti che però non è sufficiente al raggiungimento dello scopo mancando assolutamente di un’area utilizzabile all’interno. Con perfetta osservanza T.Nobiloni p. f.lli”.
Ed è sempre all’”Ill.mo Sig. Sindaco di Frascati” che i fratelli tornano a scrivere un anno dopo, il 30 aprile 1917, per inoltrare la seguente domanda: “I qui sottoscritti F.lli Nobiloni Annibale e Tommaso, già esercenti in questa città a Piazza Mercato 66 di un mulino per cereali, ora volendo sviluppare la loro industria si ripromettono di impiantare uno stabilimento del genere in Via di M. Porzio Catone e precisamente nel locale per uso fienile, già Campeti, presso il mattatoio. Abbisognando i medesimi Nobiloni, per iniziare immediatamente i lavori, di una mezza oncia di acqua continua perché dopo che i lavori saranno ultimati, sia di muratura che di impianto macchine, ad essi sarà necessaria ed indispensabile tale acqua per tutto l’occorrente che lo stabilimento del genere richiede, ovverosia lavatura grano, igiene del personale, ecc. ecc. Si onora pertanto pregare la S.V. Ill.ma onde si interessi presso Codesta Spett.le Giunta comunale perché questa domanda venga benevolmente accolta per potere i Nobiloni subito iniziare i lavori della presa dell’acqua”.
Per l’acquisto del terreno, detto anche “delle Vicinali” per la presenza della stazione delle ferrovie vicinali Roma-Fiuggi-Frosinone, dovette passare ancora più di un altro anno da questa seconda domanda. L’atto fu infatti stipulato in data 6 ottobre 1918 dal Notaro Filadoro Avv. Donato di Frascati come dimostrano altri due documenti dell’epoca: 1) una ricevuta dell’Esattoria e Tesoreria Consorziale di Frascati, datata appunto 6 ottobre 1918 e rilasciata ai signori Agostinelli Pietro e Nobiloni Tommaso e Achille per “acquisto parte terreno concia giusta atti notaio Filadoro in data odierna”; 2) una lettera dello stesso notaio agli “Egregi Sig.ri Fratelli Nobiloni, Frascati” con la quale il 10 aprile 1919 il notaio comunica loro che “La Società Laziale di Elettricità, da me interpellata, mi ha fatto sapere che la permuta tra tale società e Loro ed Agostinelli, da me rogata con atto del 6 ottobre 1918 è stata approvata e ratificata dal Consiglio d’Amministrazione nella seduta del 22 novembre 1918 N. 67. Ciò per loro norma. Saluti, Notar Filadoro Donato”. Il che sta a dimostrare che contestualmente all’acquisto del terreno dal Comune gli acquirenti permutarono parte della proprietà con altra della società elettrica, probabilmente confinante e verosimilmente quella a destra in fondo alla discesa che dal distributore Nizzica porta all’attuale Via Sciadonna e dove infatti sorge tuttora una cabina elettrica. E l’acqua richiesta al Comune? Evidentemente non fu concessa o era troppo poca se in data 18 giugno 1919 il direttore dell’esercizio della Ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone della Società Anonima per Ferrovie Vicinali così scriveva ai “Signori F.lli Nobiloni, Molini, Frascati”: “In riscontro alla vostra in data 14 scorso mese, vi significhiamo che potremo accordarvi di prendere l’acqua direttamente dalla conduttura di nostra proprietà alle seguenti condizioni: Tutti i lavori occorrenti alla presa, saranno fatti a vostre spese. L’acqua da prelevare non potrà essere superiore ai metri cuibi 5 (cinque) nelle 24 ore. Ove per qualsiasi ragione, la nostra Amministrazione intendesse in qualsiasi tempo togliervi tale concessione, voi vi impegnate di sopprimere la presa senza pretendere indennizzo alcuno e nel termine di mesi uno dal preavviso da parte nostra. Per l’uso della nostra conduttura, voi ci pagherete un canone annuo di L. 200. – (lire duecento) da pagarsi anticipatamente ed in una sola volta al Capo Stazione di Frascati. Tutte le spese occorrenti per la manutenzione della conduttura nel tratto dell’innesto con la tubatura del Municipio alla nuova presa che voi farete, saranno pagate a metà. Resta poi esplicitamente stabilito che qualora detto attacco alla nostra conduttura dovesse provocare una diminuzione all’acqua fluente alla nostra stazione, voi dovrete immediatamente togliere l’attacco stesso, senza pretendere indennizzo alcuno per i lavori inutilmente eseguiti. Se, come riteniamo, dette condizioni vi convengono, inviateci copia della presente firmata in segno di accettazione ed avvertiteci del giorno in cui intendete cominciare i lavori”.
Evidentemente, nonostante l’ottimismo del direttore delle ferrovie vicinali, mio nonno e suo fratello non trovarono dette condizioni così convenienti come lo stesso direttore riteneva, tant’è che sulla sua lettera risulta ben visibile un appunto a matita con scritto: “non accettato, vedi risposta e copia lettera in data 20 giugno 19” … solo che io non sono riuscito a trovare la risposta nè a sapere da dove l’acqua sia poi arrivata.
Nelle foto qui pubblicate sono riprodotti: tutti i documenti citati; una veduta, evidenziata in rosso, del terreno oggetto della compravendita e sul quale è poi sorto il molino, tratta da una cartolina del 1909; una veduta del molino presa dal “Muro di Via Pensa”, in una cartoline degli anni ’50; i festeggiamenti del 25 settembre 1932 giornata in cui i fratelli Achille e Tommaso, neo Cavalieri della Corona d’Italia, posano insieme ai familiari, agli impiegati e agli operai del molino; la giornata dell’8 dicembre 1936 durante la visita del podestà Corrado Bellomia e del vescovo Biagio Budelacci ai lavori di ammodernamento del molino; l’udienza speciale del Papa Pio XI ai titolari e maestranze dei Molini Fratelli Nobiloni a Castel Gandolfo il 4 settembre 1939 (queste ultime tre foto tratte dal libro "Immagini di vita frascatana 1862-1943" edito nel 1986 a cura dell'Associazione Tuscolana "Amici di Frascati"); i fratelli Achille (a sinistra nella foto) e Tommaso Nobiloni negli ultimi anni di vita, nell’aprile 1967.
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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Achille,ho gustato con grande interesse la storia a Te familiare e le immagini che l'accompagnano.
Complimenti per per il Tuo blog da me scoperto recentemente.
Mauro Brunetti.

Achille ha detto...

Ciao Mauro, ti rispondo con molto ritardo ma il tuo commento mi fa un piacere speciale perchè viene da una persona speciale, amante dell'arte e delle cose belle come sei tu ;-)