giovedì 18 febbraio 2010

I Castelli Romani nel quadro del Piano Regolatore di Roma Imperiale

In un lavoro dell’Istituto di Studi Romani

(Cliccare sulle foto per vederle ingrandite) Nel 1940 l’Istituto di Studi Romani dette alle stampe un lavoro intitolato: “I CASTELLI ROMANI NEL QUADRO DEL PIANO REGOLATORE DI ROMA IMPERIALE”. Come spiega nella premessa il fondatore dell’Istituto, Carlo Galassi Paluzzi (v. foto), si trattava del “frutto di accurati studi” compiuti, “attraverso ben 28 sedute collegiali e alcuni sopralluoghi”, da una apposita Commissione creata in seno all’Istituto e formata da Consigliere Nazionale Luigi Capri Crociani “figlio devoto e studioso acuto dei complessi problemi dei colli che circondano l’Urbe", dall’Avv. Giuseppe Borrelli De Andreis, dall’Ing. Angelo Ugo Beretta, dall’Ing. Giuseppe Caffarelli, dall’Ing. Giovanni Florio, dall’Arch.Luigi Piccinato, dall’Ing. Scipione Tadolini e dallo stesso Carlo Galassi Paluzzi.
L’Istituto, fondato nel 1925, ha sede a Roma sull’Aventino, in Piazza dei Cavalieri di Malta 2, presso l’edificio dell’ex Convento dei Santi Bonifacio ed Alessio (v. foto), messo a disposizione del Comune. Scopo dello studio era quello di “raggiungere, nel quadro delle nuove esigenze del Piano Regolatore di Roma Imperiale, una soluzione urbanistica del problema dei Castelli Romani che troppo a lungo si era considerato come un problema tra il turistico e l’edonistico, e che invece era, ed è ancor più diventato (ricordiamo che lo scritto risale al 1940 – n.d.r.), uno tra i più gravi e veramente fondamentali problemi della Città di Roma”. L’Istituo – scrive ancora l’autore – “una volta elaborate, sulla base di seri studi condotti con rigore scientifico, le soluzioni del problema, non può e non deve far altro che sottoporre il frutto dei suoi studi a quegli Enti che, soli, possono o debbono passare dalla fase preparatoria di studio a quella definitiva di realizzazione”. “Se l’elaborato progetto – conclude Carlo Galassi Paluzzi – incontrerà l’approvazione di chi deve giudicare e decidere, l’Istituto di Studi Romani si sentirà profondamente lieto e onorato di avere recato un nuovo contributo alla maggiore grandezza di Roma Mussoliniana, e rimarrà sempre a disposizione per tutte quelle delucidazioni e indagini ulteriori che, in sede scientifica, venissero ad esso richieste”.
Lo studio si apre poi con una relazione riassuntiva dei lavori della Commissione scritto dal suo segretario, Ing. Vincenzo Civico, e prosegue con relazioni tematiche di ognuno dei suoi componenti. Di seguito riproduciamo quella dell’Arch. Luigi Piccinato, dedicata all’Edilizia, interessante per le ipotesi di sviluppo urbanistico dell’intera area e di svariati fra i suoi principali comuni, alcune delle quali almeno parzialmente concretizzatesi ma non quella, particolarmente suggestiva, di realizzare un’autostrada per unire i Castelli a Rome e a E42 … l’odierna Eur. “Il piano regolatore – scrive Piccinato – deve, contemplate e studiate le classi edilizie, indicare le relative zone di sviluppo. Pensato il territorio dei “Castelli” percorso da una rete stradale logica e unitaria, occorre stabilire la ubicazione delle zone edilizie e la loro specifica fisionomia. In particolare si presentano 4 importanti tipi di agglomerati edilizi: a) ampliamento dei paesi esistenti; b) centri edilizi residenziali del tutto nuovi; c) centri di divertimento, sportivi, di svago e di riposo; d) centri edilizi a carattere semirurale e sempioperaio.
A) Riguardo all’ampliamento dei paesi attuali, è da osservarsi come nessuno dei Castelli consente l’ampliamento addossato o a macchia d’olio. Tutti i Castelli presentano tali caratteristiche orografiche e rivestono così vive caratteristiche di bellezza paesistica, da obbligare a scegliere accanto ai paesi, delle zone adatte ai nuovi sviluppi. Particolarmente nessun abitato di ampliamento è prevedibile per Rocca Priora e per Monte Compatri. Queste cittadine infatti occupano alture con pendici notevolmente ripide e boscose: qualunque nuovo settore edilizio verrebbe a cadere in settori male orientati e difficilmente accessibili. Monte Porzio viene a trovarsi invece in una situazione più felice. Escludendo sempre un ampliamento diretto e immediato dell’abitato, le pendici occidentali della collina che sopporta il paese sotto la località denominata “Tavolacce” offrono un falsopiano felicemente esposto, facilmente accessibile dalla strada di Frascati e tale da poter sopportare un ottimo settore edilizio. Frascati a sua volta può trovare uno sfogo veramente notevole a valle, nei vasti terreni a uliveti annessi alla ex Villa Sciarra. Verso oriente un altro settore (più vasto anche del precedente) può essere realizzato sulle panoramiche pendici del Colle Spinetta sotto Santo Eusebio, purchè si tenga conto del non indifferente pendio del terreno, il quale presenta notevoli ma regolari e uniformi dislivelli. Grottaferrata si trova in specialissime condizioni, in quanto lo sviluppo edilizio recente supera di molto la compagnie dell’edilizia del passato. Qui occorre anzitutto un piano di riordine dell’edilizia recente e qui è possibile prevedere un grande e organico piano di ampliamento della attuale cittadina. Marino difficilmente consente un ampliamento; qualche completamento però è possibile verso ponente (Villa Colizza) e a levante verso il cimitero, a monte della strada. Castel Gandolfo è ormai bloccato dalla presenza delle grandi ville pontificie, né si può pensare un diretto ampliamento. Albano invece ha ancora la possibilità di uno sviluppo a valle verso la Zona Miramare e verso Ariccia, oltre la Villa Venosa. Qui anzi a valle, (ossia a ponente della cittadina) è facilmente immaginabile un vero e proprio grande quartiere, quasi una nuova città egregiamente servita dalla attuale stazione ferroviaria di Albano e da nuove arterie di grandi comunicazioni, quale la deviazione pedemontana della Via Appia. Genzano ha delle grandiose possibilità verso valle e ancor più verso sud est. Un primo settore potrebbe essere la zona che oggi comprende l’attuale poligono Umberto I; un secondo e più vasto settore edilizio può invece essere sviluppato a Sud ovest della strada che da Genzano scende verso Sud, lasciando a valle il quartiere Palmitane. Nessun ampliamento devesi prevedere per Nemi e ben poco è prevedibile per Rocca di Papa.
B) Il piano regolatore deve invece indicare e prevedere le zone più adatte a sviluppi edilizi residenziali del tutto nuovi, mettendo in valore stupende zone panoramiche bene esposte rispetto ai venti, e logicamente ubicate nei riguardi della natura del terreno, delle vie di comunicazioni previste, delle possibilità di rifornimento idrico, ecc. ecc. Particolarmente felice appare sotto ogni rapporto tutta la valle percorsa dalla V. Anagnina-V. Latina, da Grottaferrata fin sotto Rocca Priora. Qui è possibile uno sviluppo edilizio signorile estensivo con qualche nucleo più intensivo nella parte più bassa. Facendo centro i casali di St. Ambrogio il terreno offre infatti un vasto bellissimo settore variamente mosso, tale da offrire della possibilità edilizie adatte a un grande quartiere. Un altro settore che potrà, anzi dovrà sopportare un grandioso sviluppo residenziale a carattere estensivo e semintensivo, è offerto dal grande falso-piano che si stende ai piedi di Rocca di Papa tra il lago di Albano e la linea tramviaria attuale che da Squarciarelli conduce a Valle Violata, disteso sulla quota media di m. 500, con stupendo largo panorama, ricco di possibilità di ogni genere (orticole, sportive, ecc.). Altro settore specialmente indicato per un vivo sviluppo edilizio residenziale può essere rappresentato da parte di Pian dei Cerri, lungo la Via dei Laghi, in prossimità dei Pratoni di Nemi.
C) Accanto, anzi frammezzo a queste zone residenziali, appare opportuno individuare la posizione di quei centri intorno ai quali si potrà polarizzare ogni attività di svago, di sport, di divertimento, ecc. Anzitutto in questo senso occorre valorizzare le possibilità sportive e balneari del Lago di Albano. Rocca di Papa, o meglio i dintorni compresovi Monte Cavo, potrà accettare uno sviluppo alberghiero, con la creazione di centri di soggiorno temporaneo di villeggiatura; necessario un centro per spettacoli (teatri, cinema, Kursal, ecc.); che potrà prevedersi marginalmente alla zona della Via dei Laghi, oppure in prossimità di Frascati E’ necessaria più che mai una zona sportiva vera e propria per la quale, senza tema di errore, può essere indicata la vastissima zona del Pian dei Cerri e dei Pratoni di Nemi, dove si creeranno grandi campi sportivi, istituiti per l’educazione fisica, ippodromi e vaste zone per campeggi; né dovrà mancare la possibilità di un grande circuito automobilistico.
D) Fin qui si è parlato di settori edilizi disposti nel cuore stesso della zona dei Castelli, raccolti per così dire intorno al cono di Monte Cavo e contenuti più o meno nel grande cratere dei Laghi. Ma vi è una più vasta e più intensa possibilità edilizia proprio sulle pendici dei Castelli che guardano verso Roma, ai piedi stessi delle maggiori alture che sopportano Frascati, Marino, Albano, Castel Gandolfo. Qui, intorno a quota 150 s.l.m. il terreno offre bellissimi falsopiani, felicemente esposti, aperti verso il panorama di Roma e, quel che più conta, a brevissima distanza dalla capitale, (non più di 15 km) in facile comunicazione stradale e ferroviaria. Qui il piano regolatore deve prevedere delle vaste borgate, quasi delle cittadine, destinate ad ospitare quel medio e piccolo ceto operaio o impiegatizio, che esige economiche e facili comunicazioni con Roma, senza rinunziare agli enormi benefici dell’edilizia semintensiva, ma senza esigere l’abitazione isolata in ville o case con troppo vasti spazi di terreno”.
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