lunedì 15 febbraio 2010

Breve storia politico/amministrativa della strada Frascati - Tuscolo

Le polemiche, i lavori di costruzione, la cerimonia di inaugurazione del 4 giugno 1953

(Cliccare sulle foto per vederle ingrandite) Ieri mattina c’era ancora la neve … ma quasi sessant’anni fa sul tracciato della strada panoramica Frascati-Tuscolo infuriava il fuoco delle polemiche politico/amministrative: uno scontro interno alla Democrazia Cristiana, ormai divisa tra la sezione ufficiale di Piazza Roma e quella secessionista “Monte Grappa”; la diversità di vedute tra il Sindaco Aldobrandini e l’assessore Micara, il primo a favore della costruzione di nuove case e il secondo deciso a sfruttare l’opportunità del finanziamento statale per la costruzione della strada; sullo sfondo lo spauracchio di mandare tutto all’aria come era già successo poco tempo prima con i due progetti per la costruzione della Via di Salè e la rettifica della Via Tuscolana a lungo in lotta fra loro e poi saltati entrambi; poi le spettacolari dimissioni in consiglio comunale del principe Aldobrandini, che abbandona la poltrona di sindaco e va a sedersi fra i consiglieri; quindi l’avvicendamento dell’”avversario” Micara alla carica di primo cittadino e infine, il 4 giugno 1953, l’inaugurazione della strada alla presenza delle scolaresche di Frascati e di un gran numero di importanti autorità civili ed ecclesiastiche, locali e nazionali … il tutto documentato nelle cronache del Messaggero, qui riprodotte, e di una serie di immagini d’epoca.

Il Messaggero – Il Messaggero del Lazio – giovedì 17 gennaio 1952
Problemi di viabilità a Frascati
Prematura la discussione sul progetto della strada di accesso al “Tuscolo”

Succedono a Frascati cose molto strane che lasciano perplesso l’uomo della strada il quale non sempre riesce a spiegarsi perché su determinati problemi da tutti riconosciuti di pubblica utilità debbano sorgere aprioristici dissensi che possono metterne in pericolo l’attuazione. E’ storia molto recente. Quando venne proposta la costruzione della strada dei Salè – voluta da 17 consiglieri fra i quali l’attuale dissidente Corazza e Badoni della minoranza, contro i voti del Sindaco Aldobrandini e del rimanente gruppo dell’opposizione – si parlò della rettifica della Tuscolana come unico rimedio per migliorare ed intensificare il traffico automobilistico fra Roma e Frascati. La Deputazione provinciale, come è noto, si dichiarò a favore a partecipare con il 25% alla spesa occorrente, restando un altro 25% a carico del Comune di Frascati ed il resto assunto dallo stato. Fu detto allora che due strade di comunicazione con la Capitale sarebbero state sempre meglio di una sola anche se resa più idonea all’intenso movimento di automezzi, ma ciascuno dei sostenitori, tesi in contrasto, tanto si adoperò per far naufragare i progetti della parte avversa (e dire che erano tutti frascatani) che non si è più avuto né la nuova strada dei Salè né la rettifica della Tuscolana. Abbiamo ricordato questo episodio perché da quel momento i rapporti fra Sindaco, Giunta e maggioranza non furono più cordiali come in passato e da ciò gli interessi di Frascati non ne hanno trovato davvero giovamento. Oggi qualche cosa di simile sta per accadere alla strada di accesso al Tuscolo. A Frascati se ne parla da anni e solo da poco tempo il problema è stato seriamente considerato trovando tutti i frascatani concordi sull’importanza della via di accesso, sia per lo sviluppo del turismo che per la valorizzazione dal punto di vista storico ed archeologico dell’Arce Tuscolana. Fra le manifestazioni a favore dell’apertura della strada Frascati-Tuscolo ricorderemo il voto emesso in proposito dall’Accademia Tuscolana e la visita al Tuscolo fatta dai cronisti dei giornali romani, organizzata dal Principe Colonna, Commissario dell’Ente Soggiorno e Turismo, per far conoscere il problema ai rappresentanti della stampa e attraverso essi diffonderlo in mezzo all’opinione pubblica. Alcune sere or sono, indetta dalla sezione D.C. “Monte Grappa”, è stata tenuta una riunione alla quale hanno preso parte – regolarmente invitati – partiti politici e organizzazioni economiche. Si è commentato che dei democratici antifascisti abbiano invitato anche il M.S.I., dando così imprtanza a un partito che nella vita cittadina, attualmente, non ne ha affatto. Non dubitiamo della buona fede degli organizzatori della riunione, anche a costo di sembrare degli ingenui, ma non siamo d’accordo sull’opportunità di discutere su un progetto d’apertura della strada di accesso al Tuscolo che è ancora allo stato embrionale, con rischio e pericolo di mandare tutto all’aria come è avvenuto per la strada dei Salè e per la rettifica della via Tuscolana. Qualcuno ha ravvisato nella riunione l’intenzione dei promotori di di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla Sezione Democristiana secessionista, e quella degli altri partiti, di servirsi di essa per dare dei fastidi all’Amministrazione Comunale. Lontani dall’idea di fare il processo alle intenzioni, non possiamo però esimerci dall’osservare che il manifesto con la lettera aperta al Sindaco ha dato alla cittadinanza la sensazione che su un problema di tanta importanza esista già una divergenza iniziale che ne potrebbe compromettere la favorevole soluzione. E poiché alla riunione erano presenti alcuni consiglieri comunali, riteniamo che sarebbe stato molto più logico che si fosse attesa la risposta del Sindaco alla interrogazione da essi preannunciata sull’argomento. Siamo del parere che sia meglio conoscere il progetto di massima nei suoi particolari prima di emettere giudizi che potrebbero risultare sbagliati. Comunque, al di sopra delle diatribe,la cittadinanza che da tanto tempo anela di avere la strada di accesso al Tuscolo si augura di vedere presto realizzato questo suo desiderio.
.

Il Messaggero – Il Messaggero del Lazio – domenica 27 gennaio 1952
La strada del Tuscolo
La risposta del Sindaco all’interrogazione Bisegni

La seduta tenuta dal Consiglio Comunale giovedì u.s. ha assunto una particolare importanza per la risposta del Sindaco all’interrogazione rivoltagli dal Consigliere Bisegni sulla strada del Tuscolo. Tale questione sta ormai appassionando l’opinione pubblica la quale da un manifesto lanciato alla cittadinanza, a seguito di una riunione tenutasi nella sede della Sezione secessionista della D.C., alla quale parteciparono i rappresentanti di tutti i partiti, e da una pronta replica, con un altro manifesto della Sezione ufficiale di Piazza Roma, si è resa immediatamente conto che la progettata strada del Tuscolo minaccia di creare una situazione di cui è per ora difficile prevedere gli sviluppi. I due maggiori esponenti delle tesi in contrasto, il Sindaco Aldobrandini ed il dott. Micara, sostennero in forma molto cortese e reciprocamente deferente i rispettivi punti di vista tanto che pensammo ad un match di boxe disputato con guanti di velluto. Qualcuno ha voluto vedere in questo loro comportamento un accenno di distensione degli animi che la inopportuna affissione dei manifesti attribuiti alla ispirazione dei due aveva contribuito a riscaldare. Una tale distensione è quanto di meglio desidera la cittadinanza la quale, essendo nella sua grande maggioranza fuori da ogni partito, intravede nell’atteggiamento assunto dalle varie correnti politiche il futuro schieramento delle forse per le prossime elezioni amministrative. Il principe Aldobrandini e il dott. Micara sono persone troppo intelligenti per non capire che il loro dissidio è sfruttato per fini elettorali ben determinati da quei partiti i quali, in questa occasione, all’uno o all’altro amano presentarsi in veste di amici, saranno senza dubbio, in un domani ormai prossimo, gli avversari di entrambi. Perché – se è vero che la campagna elettorale verrà da quei partiti impistata sulla critica a tutto l’operato dell’Amministrazione uscente, non vediamo come e perché essi dovrebbero attaccare uno ed esaltare l’altro. Ma oltre queste considerazioni di carattere elettorale, che non possono lasciare indifferenti le persone di buon senso, vi è il fatto che i motivi di dissenso fra il principa Aldobrandini ed il dott. Micara, obiettivamente esaminati, non sembrano così insanabili sol che, sia il primo che il secondo, non si irrigidiscano nella posizione da ciascuno assunta ma accettino democraticamente (senza fare il bis della Salè e Tuscolana) le decisioni del Consiglio Comunale allorchè esso avrà potuto avere a disposizione tutti gli elementi per pronunciarsi con perfetta cognizione di causa in merito al tracciato della strada del Tuscolo. Ci è stato assicurato che fra giorni verrà esposto un grafico della strada – come la propone il dott. Micara – ed esso servirà ottimamente ad illuminare l’opinione pubblica e noi stessi per renderci conto se il pericolo di vedere deviato il traffico turistico verso altre località, affacciato dal Principe Aldobrandini, sia reale od immaginario e metterci in grado di dire modestamente il nostro parere. Se altrettanto riserbo avessero avuto i partecipanti alla riunione indetta dai democristiani – dissidenti – e si fosse rinunciato ai manifesto-lettera aperta al Sindaco, che tante polemiche ha suscitato, gli animi non sarebbero stati turbati e la questione sarebbe oggi esaminata con quella calma e serenità che si addicono a un problema di vitale interesse cittadino.

Il Messaggero – Il Messaggero del Lazio – mercoledì 2 aprile 1952
Dissensi sulla costruzione della strada del Tuscolo.
Il sindaco Aldobrandini si dimette durante la seduta del Consiglio.

Il segretario cav. Lattanzi dà lettura della interpellanza degli 11 Consiglieri sulla strada del Tuscolo. Risponde il Sindaco Aldobrandini il quale illustra i motivi che a suo parere lo hanno reso e lo rendono ancora perplesso circa il vantaggio turistico che l’esecuzione della strada apporterebbe a Frascati. Egli ricorda che il Tuscolo è situato in territorio di Monte Porzio e che la strada progettata, per circa la metà, si sviluppa nel territorio di quel Comune, come può rilevarsi da un fotomontaggio eseguito in più copie e distribuito ai Consiglieri. Ribadisce inoltre il pensiero già espresso altre volte e cioè che è più urgente costruire case per i senza tetto, delle quali Frascati ha ancora grande bisogno, rimandando a quando si sarà sopperito a tale necessità la attuazione di progetti a carattere turistico e panoramico. Infine il Sindaco accenna ai contrasti manifestatisi in seno alla Giunta tra lui e gli altri assessori, culminati col voto (3 a 1) contrario a un rinvio di quattro giorni che egli aveva chiesto per cercare di trovare una soluzione conciliativa al problema. Afferma inoltre che fin da quel giorno (il 10 marzo) aveva deciso di dimettersi, e aggiunge che ha voluto attendere prima l’esito di un suo passo presso l’Ente finanziatore. Quando invece per tutta risposta ha appreso che il progetto avrà immediata esecuzione perché tra giorni i lavori saranno appaltati, ha ritenuto di non poter continuare ad esercitare il suo mandato ed in conseguenza ha dato comunicazione al Consiglio delle sue dimissioni da Sindaco. Gli viene fatto osservare che le dimissioni dovranno essere discusse in una prossima seduta consiliare e che egli dovrebbe quindi rimanere al suo posto, ma il Principe Aldobrandini abbandona la poltrona e va a sedersi fra i consiglieri, mentre la presidenza della seduta viene assunta dal Vice Sindaco Graziani. Prende quindi la parola il dott. Micara che ricorda come già nel 1949, su proposta del consigliere Badoni, il Consiglio emise un Voto perché venisse costruita una comoda strada di accesso al Tuscolo. Proseguendo il dott. Micara sottolinea che in una recente seduta del Consiglio comunale vi fu l’unanime riconoscimento sull’opportunità che la strada giungesse fino al Tuscolo e che il dissenso si era manifestato solo sulla progettata continuazione, di essa, attraverso la Molara, fino all’Anagnina. Ma oggi queste ragioni di disaccordo non dovrebbero più sussistere poiché con i fondi stanziati verrà eseguito il solo tratto Frascati-Tuscolo. L’Assessore ai Lavori Pubblici accenna anche ai noti attriti determinatisi in seno alla Giunta affermando che l’opera progettata, che è a totale carico dello Stato e quindi non costa nulla al Comune di Frascati appaga una secolare aspirazione dei frascati. Quanto alla obiezione mossa sulla priorità da dare alla costruzione delle case, il dott. Micara cita alcune cifre per dimostrare quanto l’amministrazione comunale abbia fatto per risolvere tale problema. Il Consigliere Calderini osserva poi che la discussione è perfettamente inutile perché il Consiglio si trova di fronte al fatto compiuto essendo la strada decisa, finanziata e tra poco appaltata. Esprime però l’augurio formulato in un ordine del giorno, che la strada del Tuscolo venga proseguita, allacciandola alla Via Latina. L’ordine del giorno contenente apprezzamenti di natura politica viene respinto dalla maggioranza che approva invece quello presentato dal consigliere Boazzelli con il quale si plaude a quanti hanno contribuito alla realizzazione di un antico voto di tutta la popolazione di Frascati.

Il Messaggero - Cronaca di Roma - venerdì 5 giugno 1953
Una grande realizzazione turistica
Frascati collegata con il Tuscolo dopo circa settecento anni di isolamento

Dopo settecento anni il Tuscolo è di nuovo accessibile: da quel fatale 1191 in cui l’antico Tuscolo, superbo di ville, eminente per i nomi di Cicerone e di Sallustio fu raso al suolo dai cavalieri di Magonza, in effetti le rovine dell’antica città rimasero isolate tra il verde selvaggio sulla vetta d’uno dei colli più suggestivi del mondo, nel silenzio dei suoi 700 metri di altitudine, dominante la pianura di Roma, il mare di Roma, la valle della Molara, la pianura di Tivoli. Frascati poteva contare tra il suo eminente patrimonio di ville, di superbi palazzi, di parchi lussureggianti, quel meraviglioso complesso archeologico che rimane a dimostrare al mondo nella vetustà dell’opus reticolatum dei massi, dell’opus incertum dei marmi, del teatro e dell’anfiteatro, l’antica civiltà di questa zona i cui abitanti furono forse testimoni, per aver veduto brillare nella luce del sole l’arco del vomere di Romolo, della nascita di Roma. Ma al Tuscolo da Frascati, la città venuta dopo e costruita in un primo tempo di frasche, alla luce dell’incendio che distrusse le case, le ville, i palazzi tuscolani, da Frascati all’alta collina non si poteva giungere. Non vi giunse Goethe che fermò lo stanco passo lungo il sentiero scosceso che tra rovi e ginestre adduceva alla città antichissima; vi giunse Ibsen, però a dorso di somaro, e colà giunto dinanzi allo spettacolo dell’antico teatro “Ecco – scrisse – che mi parve di vedere Cicerone ergersi da quella scalea di marmo, austera come l’aula di un Senato, e mi parve di udire nel silenzio del bosco selvaggio levarsi la sua voce possente”. E più tardi Enrico Ferri al cospetto di tale magnificenza esclamava: “Ecco il teatro dove Plauto potrà ritrovare la propria voce!”. …. Omissis …. La cerimonia inaugurale della via del Tuscolo è stata presenziata dal Ministro Campilli, dal Sindaco di Roma prof. Rebecchini, dal Sindaco di Frascati dott. Micara, dall’Alto Commissario per il Turismo on. Romani, dal Prefetto di Roma S.E. Antonucci, dall’on. Finocchiaro Aprile in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale, dalla Giunta e dal Consiglio Comunale di Frascati ed erano intervenuti il prof. Galassi Paluzzi, il prof. Sùrico, accademico tuscolano, il prof. Santarelli, Mons. Budelacci, Vescovo di Frascati e Presidente dell’Accademia Tuscolana, il Vice Presidente dell’Accademia stessa professor mancini. Mons. Budelacci e le autorità hanno ricevuto e ossequiato il Cardinale Tedeschini che ha benedetto la nuova strada e ha tagliato il nastro inaugurale. Alla popolazione convenuta da Frascati e da Roma hanno parlato acclamatissimi il Sindaco di Frascati dottore Micara – che ha pronunciato un’orazione degna e del luogo e della circostanza – il Ministro Campilli e il Vice Presidente dell’Accademia Tuscolana.

Tornando ai nostri giorni, un particolare interessante e non a tutti noto: la strada in questione finisce quasi sulla sommità del colle, in un parcheggio rettangolare il cui manto d’asfalto copre, e finora ha protetto, i resti di un’antica villa romana già rilevata dagli scavi dei primi anni dell’800 e riprodotta nella stampa di Luigi Rossini del 1826. Che sia giunto il momento di scavare il parcheggio e riportarla alla luce, a patto di riuscire poi a valorizzarla e tutelarla adeguatamente dalle intemperie e non solo da quelle?
.

1 commento:

Migu ha detto...

questo spazio è sempre molto interessante.
complimenti.

MF