domenica 21 febbraio 2010

Esattamente sessant'anni fa la seconda rinascita dell' "Accademia Tuscolana"

Fondata nel 1840 dal cardinale Ludovico Micara e ricostituita nel 1925 dal Dott. Domenico Seghetti

(Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite) Esattamente sessant’anni fa, alle ore 16,00 di sabato 25 febbraio 1950, presso l’Episcopio di Frascati in Piazza Paolo III, ebbe luogo una “riunione preparatoria per lo studio e la valorizzazione delle questioni tuscolane”, dalla quale sarebbe poi risorta, nei mesi successivi, l’Accademia Tuscolana, fondata nel 1840 dal Card. Ludovico Micara (v. ritratto), vescovo tuscolano, insieme al conte Francesco Senni e al canonico Lorenzo Sebastiani con finalità “lo studio delle scienze e delle belle lettere e particolarmente degli oggetti che riguardano il Tuscolo antico e nuovo”. Si trattò della seconda ricostituzione dell’Accademia, giacchè la stessa era stata ricostituita una prima volta nel 1925 dal Prof. Domenico Seghetti (v. foto), medico e storico tuscolano, insieme al dr. Francesco Zacchi, al cav. Filippo Passamonti e altri, avendo però avuto vita breve “per inframmettenze ed ostilità politiche”. La ricostituzione del 1950 fu promossa dal Gruppo Tuscolano dei Laureati Cattolici presieduto dal Dott. Nello Nobiloni (v. foto), anch’egli appassionato storico tuscolano e dei Castelli Romani. A quella prima riunione del 25 febbraio 1950 seguirono: il 25 marzo dello stesso anno l’Assemblea dei promotori “per la ricostituzione dell’A.T.” ; il 29 aprile l’Adunanza straordinaria degli aderenti dell’A.T. “per l’approvazione dello Statuto e la nomina del Consiglio Accademico”; il 27 maggio l’Inaugurazione della ricostituita A.T. “alla presenza dell’Em.mo Card. Clemente Micara, tuscolano e di altri insigni personaggi”. La bozza di statuto fu scritta dal Gen. Domenico Mario Seghetti, figlio del vecchio Domenico venuto a mancare già nel 1928 all’età di ottantasei anni. In una delle foto qui sotto lo si vede ritratto, il Dott. Domenico padre, seduto secondo da sinistra, al Tusculum Hotel nel settembre 1922, fra i componenti del comitato organizzatore dei festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno. Sempre nelle immagini qui sotto si vedono: l’invito alla inaugurazione dell’anno accademico 1955-56, il 9 luglio 1955, e alcune foto dell’evento, con il Prof. Maurizio Borda, esecutore degli scavi di Tuscolo del 1950, che tiene una prolusione, … “con proiezioni” (al proiettore l’indimenticabile Crescenzi), sul tema “Albori di Cristianesimo nel Tuscolano”; un biglietto autografo del Gen. Domenico Mario Seghetti che nel ricordo del padre plaude all’iniziativa dei giovani tuscolani di voler ridare vita all’Accademia Tuscolana; la lettera con la quale egli trasmetteva a Nello Nobiloni la bozza di statuto; copia dello statuto medesimo con aggiunte a matita le modifiche apportate durante la discussione per la sua approvazione e, infine, alcune foto della visita del Cardinale Gaetano Cicognani presso la sede dell’Accademia il 10 maggio 1961. La ricostituita Accademia Tuscolana conservò il motto “Succisa virescit”, letteralmente: “Tagliato ricresce”, concetto espresso visivamente nello stemma dell’accademia (analogo a quello adottato per l’Abazia di Montecassino, quattro volte distrutta e ricostruita l’ultima volta dopo il bombardamento del 15 febbraio 1944), e continuò la sua attività fin verso la metà degli anni ’70. La cronaca di quella riunione preparatoria di sessant’anni fa è fissata nel verbale n. 1 dell’Accademia: “Frascati: sabato 25 febbraio 1950 ore 16. Nella sede del Gruppo Tuscolano dei Laureati Cattolici in piazza Paolo III (Episcopio) ha luogo una riunione per lo studio e la valorizzazione delle questioni tuscolane. Sono presenti: S.E. Mons. B. Budelacci, Vescovo Ausiliare – Dr. F. Zacchi – Dr.ssa N. Vichi-Santovito – Dr. Nello Nobiloni – Dr.ssa A. Farnetti – Dr. V. Corazza – Ing. F. Mecozzi – Dr. P. Micara – Prof. F. Renieri _ Avv. G. Boazzelli – Dr. G. Abbati – Cav. D. Donati e Sig. V. Donati – Dr. I. De Juliis – Ing. L. Raggi – Prof. A. Camponeschi – Dr. G. Tullo – Sig. L. De Felici – Sig. L. Graziani – Ing. S. Badoni – Sig. F. Mercanti. Mons. Budelacci in apertura di seduta comunica l’adesione a questi lavori dei Ministri Campilli, Gonella, Aldisio e Piccioni con i quali proprio oggi si è incontrato durante un sopralluogo alla danneggiatissima Villa Falconieri per la ricostruzione della quale i Ministri hanno promesso il valido contributo dello Stato. Prende quindi la parola il Dr. Nello Nobiloni, Presidente del Gruppo Laureati, il quale nel quadro “dello studio e delle valorizzazione delle questioni tuscolane”, che è tra le attività culturali promosse dal Gruppo stesso, illustra la sua proposta di ricostituire in forma stabile e organizzata la gloriosa “Accademia Tuscolana” sorta più di un secolo fa per iniziativa dell’insigne Card. Ludovico Micara, tuscolano, con la collaborazione del Conte Francesco Senni, del Can.co Lorenzo Sebastiani e tra alterne vicende durata sino al 1925, grazie all’impulso dell’altro benemerito cittadino e storico di Tuscolo, Prof. Domenico Seghetti. La proposta del Dr. Nobiloni viene accolta all’unanimità e si da incarico alla Dr.ssa Farnetti di fare ricerca dei primitivi Statuti dell’antica Accademia e di eventuale altro materiale attinente, sotto la guida della Direttrice della Biblioteca Nazionale V.E. – la qui presente – Dr.ssa Nella Vichi Santovito la quale offre subito al sua alta e specifica competenza. Alcuni dei presenti tra cui il Dr. De Juliis e il Cav. Donati riferiscono su quella che doveva essere l’ultima pubblica manifestazione dell’Accademia nel giugno 1925 quando sotto la presidenza del compianto Prof. Domenico Seghetti si svolse la solenne tornata a cui parteciparono, tra gli altri, l’allora Ministro della P.I. on. Pietro Fedele e il famoso oratore Prof. Enrico Ferri e della quale la cronaca fu riportata nel numero unico dei “Castelli Romani” del 1° luglio 1925. Infine il Dr. Francesco Zacchi, che fu già tra i promotori di quella ripresa dell’Accademia, si rallegra con questi giovani volenterosi tuscolani ai quali è felice di trasmettere quella ideale fiaccola di amore per le patrie glorie che gli fu già affidata dal grande figlio e amante di Tuscolo Prof. Domenico Seghetti, alla cui memoria invita tutti a rivolgere un riverente pensiero. Quindi con l’intesa di una prossima convocazione dell’assemblea dei promotori per determinare i dettagli dell’auspicata ricostituzione – anche in base ai risultati degli studi oggi progettati – Mons. Budelacci toglie la Seduta”. Il 22 dicembre 1950 lo stesso Mons. Budelacci, presidente dell’Accademia, e Nello Nobiloni in qualità di segretario, inviarono al ministero per la Pubblica Istruzione la relazione dell’attività accademica del primo anno e copia dello statuto perché il ministero lo approvasse, cosa che avvenne con apposita comunicazione del 21 maggio 1951. Particolarmente numeroso e qualificato risultava l’Albo dei Soci dell’Accademia Tuscolana alla data del 27 maggio 1950, inaugurazione dell’anno accademico 1950-51.
.
- SOCI ONORARI
CARDINALE PROTETTORE: MARCHETTI-SELVAGGIANI S. Em. Card. Francesco – Vescovo Tuscolano.
COMITATO D’ONORE: ALDOBRANDINI P.pe don Clemente – Sindaco di Frascati, CAMPILLI S.E. On.le Pietro – Ministro di Stato, GONELLA S.E. On.le Guido – Ministro Pubblica Istruzione, MICARA S. Em. Card. Clemente, tuscolano – Vescovo Veliterno, REBECCHINI Prof. Ing. Salvatore – Sindaco di Roma, TRINCHERO Gr. Uff. Mario – Prefetto della Prov. Di Roma.
ONORARI:ARTIOLI Gr. Uff. Romolo, BARTOLI Sen. Prof. Alfonso, BIANCHI D. Ambrogio Sup. Magg. Camaldolesi M.C., BRANCALEONI D. Pietro, Sales. Direttore di “Villa Sora”, CECCONI On.le Prof. Vincenzo, COLONNA de’ Marsi don Carlo, COSTANTINI S. E. Mons. Giovanni, - Arciv. Tit. di Colosse, CROCE Archimandrita P. Isidoro, - Abate di S.M di Grottaferrata, DE’ GIUDICI-ALBERGOTTI P. Alessandro S.J. Rettore di “Mondragone”, DOMINEDO’ On.le Prof. Francesco-Maria, HERMANIN Prof. Federico, LANCELLOTTI don Lauro, LAURENTI Sig. Emilio, MASSIMO-LANCELLOTTI don Francesco, MICARA Comm. Gianfilippo, NOGARA Barone Prof. Bartolomeo, PARISI March.a Elena, ROCCI P. Pf. Lorenzo S.J., SEGHETTI Comm. Luigi, SURICO Prof. Filippo, TOMASSETTI Dott. Francesco, TORLONIA duca Andrea, VANNUTELLI-REY conte Luigi, ZACCHI Dott. Francesco.
.
- SOCI EFFETTIVI
CONSIGLIO ACCADEMICO: BUDELACCI S.E. Mons. Biagio – Presidente, MANCINI Prof. Gioacchino – V. Presidente, NOBILONI Dott. Nello – Segretario, MICARA Dott. Pietro – Tesoriere, BOAZZELLI Avv. Guglielmo – Censore, FAUSTI P. Prof. Romano S.J. – Censore, SANTOVITO-VICHI Dott.a Nella – Censore.
CORPO ACCADEMICO: APOLLONI Dott. Ettore, AURIGEMMA Prof. Salvatore, BERTINI-CALOSSO Prof. Achille, BORDA Prof. Maurizio, DE JULIIS Dott. Isidoro, FARNETTI Dott.a Angela, GALASSI-PALUZZI Gr. Uff. Carlo, IOSI Prof. Enrico, ROMANELLI Prof. Pietro, SANTARELLI Gr. Uff. Raffaello, SEGHETTI Gen. Prof. Domenico-Mario, SEGHETTI Gr. Uff. Dott. Gaetano, SIMONCELLI, Ing. Antonio, TERENZIO Arch. Alberto.
.
- SOCI ADERENTI (di Frascati, ove non indicato diversamente – n.d.r.) ABBATI Dott. Giovanni, AMADEI Sig. Agostino, ANTONELLI Sig. Federico (Grottaferrata), BADONI Sig. Arnaldo, BADONI Ing. Stefano, BECCARINI-CRESCENZI Prof.a Elena, BENEDETTI Dr. Antonio, BIAGINI Gr. Uff. Alfredo (Roma), BONCOMPAGNI Prof. Pietro (Roma), CAMPETI Sig. Candido, CAMPILLI Dr. Alessandro (Roma), CAMPONESCHI Prof. Augusto (Monte Compatri), CARLETTI Dr. Sandro (Roma), CECCARELLI Dott. Giuseppe “Ceccarius” (Roma), CECCHELLI Prof. Carlo (Roma), CERONI Dott. Guglielmo (Roma), CELLI Comm. Gaetano, CIANETTI Dott. Enea (Roma), COLASANTI Prof. Giovanni (Roma), COMERCI Gen. Giov. Battista (Roma), CONTENTI P. Domenico d. S.P. (Alatri); CONTE Ing. Ugo (Roma), CORAZZA Dott. Vittorio, COROMALDI Avv. Gioacchino, COSTANZO Prof. Giuseppe, CUPINI Prof. O. Leonardo, DALLA TORRE Conte Prof. Paolo (Roma), DE ANGELIS Mons. Silvio Arciprete-Parroco di S. Pietro, DE BONIS Don Antonio, Sales. (Roma), DE CAMPOS Dott. Deoclecio (Roma), DE DOMINICIS Avv. Pietro (Roma), DE FELICI Sig. Lucio, DEL NERO Sig. Alessandro, DEL VESCOVO Dott. Carlo, DE SIMONI Sig. Luciano, DI MATTIA Dott. Enrico, DI MATTIA Comm. Simone (Grottaferrata), DI NUNZIO Prof. Michele Direttore Scuole Avviamento, DI NUNZIO Rag. Dino, DI TOMMASO Cav. Giuseppe (Roma), DONATI Cav. Donato, DONATI Sig. Vinvenzo, FERRUA P. Dott. Antonio S.J, FEDERICO Dott. Carmelo (Palermo), FILIPPONI Prof. Sandro, FINOCCHIARO APRILE On.le Emanuele, Presidente della Provincia (Roma), FRANCIA Mons. Dott. Ennio (Roma), FRANCO Dott. Domenico, FUMASONO-BIONDI Marchese Achille (Roma), GAETANI Avv. Sisto, GALANTE Prof. Ippolito (Roma), GIGLIOLI Prof. Giulio Quirino (Roma), GRAZIANI Comm. Antonio, GROSSI Dott. Tommaso, GUARDUCCI Prof.a Margherita (Roma), GUERRIERI Ing. Giuseppe (Roma), GUERRIERI Avv. Alfonso (Roma), JANARI Comm. Giovanni (Roma), LATTANZI Dott. Maurizio, LAUCIANI Ing. Gustavo, LEONI Sig. Amilcare, LEONI Sig. Vincenzo, LIONE Dott. Silvio Cons. d’App., LIPPI Svv. Mario, LORENZO DA SALTINO ofm cap. Guardiano Cappuccini, LUCCI Suor Rosa Superiora Maestre Pie, LUCCICHENTI Arch. Amedeo (Roma), LUGLI Prof. Giuseppe (Roma), MARTINI Mons. Marco (Monte Compatri), MARTIRE Dott. Egilberto, (Roma), MASCHIETTI Dott.a Antonietta, MECOZZI Ing. Filippo, MERCANTI Sig. Francesco, MERGE’ Ing. Vincenzo, MICARA Dott. Carlo (Il Torrione), MICARA Ing. Saverio (Il Torrione), MINARDI Sig. Eliseo, MINARDI Sig. Cesare, MOLINARI Dott. Andrea, MOLINARI Dott. Osvaldo, MUNOZ Prof. Dott. Antonio, NEGRONI Ing. Zaccaria (Marino), NOBILONI Comm. Tommaso, ORLANDO Prof. Giuseppe Direttore Scuole Elementari; PARIBENI Prof. Roberto (Roma), PASCHINI Mons. Pio (Roma), PETRUCCI Nob. Fabio (Vermicino), PIZZINO Dott. Ennio, RAGGI Ing. Luigi (Grottaferrata), RAZZA Don Lionello Rettore del Gesù, RENIERI Prof. Francesco, RINALDI Rag. Francesco (Roma), ROESLER-FRANZ Comm. Ferdinando (Roma), ROMALLI Ing. Guelfo (Vermicino), RUGGERI Dott. Sergio (Roma), SAGNA Comm. Angelo (Grottaferrata), SANTILLI Prof. Lamberto, SANTUCCI P. Sinforiano o.f.m. Padre Guardiano Minori Franc., SCAJOLA Cav. Virgilio, SCARPA Dott. Piero (Roma), SEGHETTI Sig.na Giuseppina, SEGHETTI Sig.na Maria, SENNI Conte Gaetano (Villa Senni), SENNI Contessa Mary (Villa Senni), SILLI P. Dott. Antonino O.P. Preside Istit. “Beato Angelico” (Roma), SIRI Avv. Ottorino, STERBINI Avv. Gabriele (Roma), TAMBURRANO Rag. Luciano, TOESCA Prof. Pietro (Roma), TOGNI On.le Giuseppe (Grottaferrata), TULLO Dott. Gaetano (Roma), VENTURINI Mons. Salvatore Parroco S.M. in Vivario, ZELLI P. Secondino d.S.P. Rettore delle Scuole Pie, ZINGARETTI Ing. Adelfo.
.

giovedì 18 febbraio 2010

I Castelli Romani nel quadro del Piano Regolatore di Roma Imperiale

In un lavoro dell’Istituto di Studi Romani

(Cliccare sulle foto per vederle ingrandite) Nel 1940 l’Istituto di Studi Romani dette alle stampe un lavoro intitolato: “I CASTELLI ROMANI NEL QUADRO DEL PIANO REGOLATORE DI ROMA IMPERIALE”. Come spiega nella premessa il fondatore dell’Istituto, Carlo Galassi Paluzzi (v. foto), si trattava del “frutto di accurati studi” compiuti, “attraverso ben 28 sedute collegiali e alcuni sopralluoghi”, da una apposita Commissione creata in seno all’Istituto e formata da Consigliere Nazionale Luigi Capri Crociani “figlio devoto e studioso acuto dei complessi problemi dei colli che circondano l’Urbe", dall’Avv. Giuseppe Borrelli De Andreis, dall’Ing. Angelo Ugo Beretta, dall’Ing. Giuseppe Caffarelli, dall’Ing. Giovanni Florio, dall’Arch.Luigi Piccinato, dall’Ing. Scipione Tadolini e dallo stesso Carlo Galassi Paluzzi.
L’Istituto, fondato nel 1925, ha sede a Roma sull’Aventino, in Piazza dei Cavalieri di Malta 2, presso l’edificio dell’ex Convento dei Santi Bonifacio ed Alessio (v. foto), messo a disposizione del Comune. Scopo dello studio era quello di “raggiungere, nel quadro delle nuove esigenze del Piano Regolatore di Roma Imperiale, una soluzione urbanistica del problema dei Castelli Romani che troppo a lungo si era considerato come un problema tra il turistico e l’edonistico, e che invece era, ed è ancor più diventato (ricordiamo che lo scritto risale al 1940 – n.d.r.), uno tra i più gravi e veramente fondamentali problemi della Città di Roma”. L’Istituo – scrive ancora l’autore – “una volta elaborate, sulla base di seri studi condotti con rigore scientifico, le soluzioni del problema, non può e non deve far altro che sottoporre il frutto dei suoi studi a quegli Enti che, soli, possono o debbono passare dalla fase preparatoria di studio a quella definitiva di realizzazione”. “Se l’elaborato progetto – conclude Carlo Galassi Paluzzi – incontrerà l’approvazione di chi deve giudicare e decidere, l’Istituto di Studi Romani si sentirà profondamente lieto e onorato di avere recato un nuovo contributo alla maggiore grandezza di Roma Mussoliniana, e rimarrà sempre a disposizione per tutte quelle delucidazioni e indagini ulteriori che, in sede scientifica, venissero ad esso richieste”.
Lo studio si apre poi con una relazione riassuntiva dei lavori della Commissione scritto dal suo segretario, Ing. Vincenzo Civico, e prosegue con relazioni tematiche di ognuno dei suoi componenti. Di seguito riproduciamo quella dell’Arch. Luigi Piccinato, dedicata all’Edilizia, interessante per le ipotesi di sviluppo urbanistico dell’intera area e di svariati fra i suoi principali comuni, alcune delle quali almeno parzialmente concretizzatesi ma non quella, particolarmente suggestiva, di realizzare un’autostrada per unire i Castelli a Rome e a E42 … l’odierna Eur. “Il piano regolatore – scrive Piccinato – deve, contemplate e studiate le classi edilizie, indicare le relative zone di sviluppo. Pensato il territorio dei “Castelli” percorso da una rete stradale logica e unitaria, occorre stabilire la ubicazione delle zone edilizie e la loro specifica fisionomia. In particolare si presentano 4 importanti tipi di agglomerati edilizi: a) ampliamento dei paesi esistenti; b) centri edilizi residenziali del tutto nuovi; c) centri di divertimento, sportivi, di svago e di riposo; d) centri edilizi a carattere semirurale e sempioperaio.
A) Riguardo all’ampliamento dei paesi attuali, è da osservarsi come nessuno dei Castelli consente l’ampliamento addossato o a macchia d’olio. Tutti i Castelli presentano tali caratteristiche orografiche e rivestono così vive caratteristiche di bellezza paesistica, da obbligare a scegliere accanto ai paesi, delle zone adatte ai nuovi sviluppi. Particolarmente nessun abitato di ampliamento è prevedibile per Rocca Priora e per Monte Compatri. Queste cittadine infatti occupano alture con pendici notevolmente ripide e boscose: qualunque nuovo settore edilizio verrebbe a cadere in settori male orientati e difficilmente accessibili. Monte Porzio viene a trovarsi invece in una situazione più felice. Escludendo sempre un ampliamento diretto e immediato dell’abitato, le pendici occidentali della collina che sopporta il paese sotto la località denominata “Tavolacce” offrono un falsopiano felicemente esposto, facilmente accessibile dalla strada di Frascati e tale da poter sopportare un ottimo settore edilizio. Frascati a sua volta può trovare uno sfogo veramente notevole a valle, nei vasti terreni a uliveti annessi alla ex Villa Sciarra. Verso oriente un altro settore (più vasto anche del precedente) può essere realizzato sulle panoramiche pendici del Colle Spinetta sotto Santo Eusebio, purchè si tenga conto del non indifferente pendio del terreno, il quale presenta notevoli ma regolari e uniformi dislivelli. Grottaferrata si trova in specialissime condizioni, in quanto lo sviluppo edilizio recente supera di molto la compagnie dell’edilizia del passato. Qui occorre anzitutto un piano di riordine dell’edilizia recente e qui è possibile prevedere un grande e organico piano di ampliamento della attuale cittadina. Marino difficilmente consente un ampliamento; qualche completamento però è possibile verso ponente (Villa Colizza) e a levante verso il cimitero, a monte della strada. Castel Gandolfo è ormai bloccato dalla presenza delle grandi ville pontificie, né si può pensare un diretto ampliamento. Albano invece ha ancora la possibilità di uno sviluppo a valle verso la Zona Miramare e verso Ariccia, oltre la Villa Venosa. Qui anzi a valle, (ossia a ponente della cittadina) è facilmente immaginabile un vero e proprio grande quartiere, quasi una nuova città egregiamente servita dalla attuale stazione ferroviaria di Albano e da nuove arterie di grandi comunicazioni, quale la deviazione pedemontana della Via Appia. Genzano ha delle grandiose possibilità verso valle e ancor più verso sud est. Un primo settore potrebbe essere la zona che oggi comprende l’attuale poligono Umberto I; un secondo e più vasto settore edilizio può invece essere sviluppato a Sud ovest della strada che da Genzano scende verso Sud, lasciando a valle il quartiere Palmitane. Nessun ampliamento devesi prevedere per Nemi e ben poco è prevedibile per Rocca di Papa.
B) Il piano regolatore deve invece indicare e prevedere le zone più adatte a sviluppi edilizi residenziali del tutto nuovi, mettendo in valore stupende zone panoramiche bene esposte rispetto ai venti, e logicamente ubicate nei riguardi della natura del terreno, delle vie di comunicazioni previste, delle possibilità di rifornimento idrico, ecc. ecc. Particolarmente felice appare sotto ogni rapporto tutta la valle percorsa dalla V. Anagnina-V. Latina, da Grottaferrata fin sotto Rocca Priora. Qui è possibile uno sviluppo edilizio signorile estensivo con qualche nucleo più intensivo nella parte più bassa. Facendo centro i casali di St. Ambrogio il terreno offre infatti un vasto bellissimo settore variamente mosso, tale da offrire della possibilità edilizie adatte a un grande quartiere. Un altro settore che potrà, anzi dovrà sopportare un grandioso sviluppo residenziale a carattere estensivo e semintensivo, è offerto dal grande falso-piano che si stende ai piedi di Rocca di Papa tra il lago di Albano e la linea tramviaria attuale che da Squarciarelli conduce a Valle Violata, disteso sulla quota media di m. 500, con stupendo largo panorama, ricco di possibilità di ogni genere (orticole, sportive, ecc.). Altro settore specialmente indicato per un vivo sviluppo edilizio residenziale può essere rappresentato da parte di Pian dei Cerri, lungo la Via dei Laghi, in prossimità dei Pratoni di Nemi.
C) Accanto, anzi frammezzo a queste zone residenziali, appare opportuno individuare la posizione di quei centri intorno ai quali si potrà polarizzare ogni attività di svago, di sport, di divertimento, ecc. Anzitutto in questo senso occorre valorizzare le possibilità sportive e balneari del Lago di Albano. Rocca di Papa, o meglio i dintorni compresovi Monte Cavo, potrà accettare uno sviluppo alberghiero, con la creazione di centri di soggiorno temporaneo di villeggiatura; necessario un centro per spettacoli (teatri, cinema, Kursal, ecc.); che potrà prevedersi marginalmente alla zona della Via dei Laghi, oppure in prossimità di Frascati E’ necessaria più che mai una zona sportiva vera e propria per la quale, senza tema di errore, può essere indicata la vastissima zona del Pian dei Cerri e dei Pratoni di Nemi, dove si creeranno grandi campi sportivi, istituiti per l’educazione fisica, ippodromi e vaste zone per campeggi; né dovrà mancare la possibilità di un grande circuito automobilistico.
D) Fin qui si è parlato di settori edilizi disposti nel cuore stesso della zona dei Castelli, raccolti per così dire intorno al cono di Monte Cavo e contenuti più o meno nel grande cratere dei Laghi. Ma vi è una più vasta e più intensa possibilità edilizia proprio sulle pendici dei Castelli che guardano verso Roma, ai piedi stessi delle maggiori alture che sopportano Frascati, Marino, Albano, Castel Gandolfo. Qui, intorno a quota 150 s.l.m. il terreno offre bellissimi falsopiani, felicemente esposti, aperti verso il panorama di Roma e, quel che più conta, a brevissima distanza dalla capitale, (non più di 15 km) in facile comunicazione stradale e ferroviaria. Qui il piano regolatore deve prevedere delle vaste borgate, quasi delle cittadine, destinate ad ospitare quel medio e piccolo ceto operaio o impiegatizio, che esige economiche e facili comunicazioni con Roma, senza rinunziare agli enormi benefici dell’edilizia semintensiva, ma senza esigere l’abitazione isolata in ville o case con troppo vasti spazi di terreno”.
.

lunedì 15 febbraio 2010

Breve storia politico/amministrativa della strada Frascati - Tuscolo

Le polemiche, i lavori di costruzione, la cerimonia di inaugurazione del 4 giugno 1953

(Cliccare sulle foto per vederle ingrandite) Ieri mattina c’era ancora la neve … ma quasi sessant’anni fa sul tracciato della strada panoramica Frascati-Tuscolo infuriava il fuoco delle polemiche politico/amministrative: uno scontro interno alla Democrazia Cristiana, ormai divisa tra la sezione ufficiale di Piazza Roma e quella secessionista “Monte Grappa”; la diversità di vedute tra il Sindaco Aldobrandini e l’assessore Micara, il primo a favore della costruzione di nuove case e il secondo deciso a sfruttare l’opportunità del finanziamento statale per la costruzione della strada; sullo sfondo lo spauracchio di mandare tutto all’aria come era già successo poco tempo prima con i due progetti per la costruzione della Via di Salè e la rettifica della Via Tuscolana a lungo in lotta fra loro e poi saltati entrambi; poi le spettacolari dimissioni in consiglio comunale del principe Aldobrandini, che abbandona la poltrona di sindaco e va a sedersi fra i consiglieri; quindi l’avvicendamento dell’”avversario” Micara alla carica di primo cittadino e infine, il 4 giugno 1953, l’inaugurazione della strada alla presenza delle scolaresche di Frascati e di un gran numero di importanti autorità civili ed ecclesiastiche, locali e nazionali … il tutto documentato nelle cronache del Messaggero, qui riprodotte, e di una serie di immagini d’epoca.

Il Messaggero – Il Messaggero del Lazio – giovedì 17 gennaio 1952
Problemi di viabilità a Frascati
Prematura la discussione sul progetto della strada di accesso al “Tuscolo”

Succedono a Frascati cose molto strane che lasciano perplesso l’uomo della strada il quale non sempre riesce a spiegarsi perché su determinati problemi da tutti riconosciuti di pubblica utilità debbano sorgere aprioristici dissensi che possono metterne in pericolo l’attuazione. E’ storia molto recente. Quando venne proposta la costruzione della strada dei Salè – voluta da 17 consiglieri fra i quali l’attuale dissidente Corazza e Badoni della minoranza, contro i voti del Sindaco Aldobrandini e del rimanente gruppo dell’opposizione – si parlò della rettifica della Tuscolana come unico rimedio per migliorare ed intensificare il traffico automobilistico fra Roma e Frascati. La Deputazione provinciale, come è noto, si dichiarò a favore a partecipare con il 25% alla spesa occorrente, restando un altro 25% a carico del Comune di Frascati ed il resto assunto dallo stato. Fu detto allora che due strade di comunicazione con la Capitale sarebbero state sempre meglio di una sola anche se resa più idonea all’intenso movimento di automezzi, ma ciascuno dei sostenitori, tesi in contrasto, tanto si adoperò per far naufragare i progetti della parte avversa (e dire che erano tutti frascatani) che non si è più avuto né la nuova strada dei Salè né la rettifica della Tuscolana. Abbiamo ricordato questo episodio perché da quel momento i rapporti fra Sindaco, Giunta e maggioranza non furono più cordiali come in passato e da ciò gli interessi di Frascati non ne hanno trovato davvero giovamento. Oggi qualche cosa di simile sta per accadere alla strada di accesso al Tuscolo. A Frascati se ne parla da anni e solo da poco tempo il problema è stato seriamente considerato trovando tutti i frascatani concordi sull’importanza della via di accesso, sia per lo sviluppo del turismo che per la valorizzazione dal punto di vista storico ed archeologico dell’Arce Tuscolana. Fra le manifestazioni a favore dell’apertura della strada Frascati-Tuscolo ricorderemo il voto emesso in proposito dall’Accademia Tuscolana e la visita al Tuscolo fatta dai cronisti dei giornali romani, organizzata dal Principe Colonna, Commissario dell’Ente Soggiorno e Turismo, per far conoscere il problema ai rappresentanti della stampa e attraverso essi diffonderlo in mezzo all’opinione pubblica. Alcune sere or sono, indetta dalla sezione D.C. “Monte Grappa”, è stata tenuta una riunione alla quale hanno preso parte – regolarmente invitati – partiti politici e organizzazioni economiche. Si è commentato che dei democratici antifascisti abbiano invitato anche il M.S.I., dando così imprtanza a un partito che nella vita cittadina, attualmente, non ne ha affatto. Non dubitiamo della buona fede degli organizzatori della riunione, anche a costo di sembrare degli ingenui, ma non siamo d’accordo sull’opportunità di discutere su un progetto d’apertura della strada di accesso al Tuscolo che è ancora allo stato embrionale, con rischio e pericolo di mandare tutto all’aria come è avvenuto per la strada dei Salè e per la rettifica della via Tuscolana. Qualcuno ha ravvisato nella riunione l’intenzione dei promotori di di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla Sezione Democristiana secessionista, e quella degli altri partiti, di servirsi di essa per dare dei fastidi all’Amministrazione Comunale. Lontani dall’idea di fare il processo alle intenzioni, non possiamo però esimerci dall’osservare che il manifesto con la lettera aperta al Sindaco ha dato alla cittadinanza la sensazione che su un problema di tanta importanza esista già una divergenza iniziale che ne potrebbe compromettere la favorevole soluzione. E poiché alla riunione erano presenti alcuni consiglieri comunali, riteniamo che sarebbe stato molto più logico che si fosse attesa la risposta del Sindaco alla interrogazione da essi preannunciata sull’argomento. Siamo del parere che sia meglio conoscere il progetto di massima nei suoi particolari prima di emettere giudizi che potrebbero risultare sbagliati. Comunque, al di sopra delle diatribe,la cittadinanza che da tanto tempo anela di avere la strada di accesso al Tuscolo si augura di vedere presto realizzato questo suo desiderio.
.

Il Messaggero – Il Messaggero del Lazio – domenica 27 gennaio 1952
La strada del Tuscolo
La risposta del Sindaco all’interrogazione Bisegni

La seduta tenuta dal Consiglio Comunale giovedì u.s. ha assunto una particolare importanza per la risposta del Sindaco all’interrogazione rivoltagli dal Consigliere Bisegni sulla strada del Tuscolo. Tale questione sta ormai appassionando l’opinione pubblica la quale da un manifesto lanciato alla cittadinanza, a seguito di una riunione tenutasi nella sede della Sezione secessionista della D.C., alla quale parteciparono i rappresentanti di tutti i partiti, e da una pronta replica, con un altro manifesto della Sezione ufficiale di Piazza Roma, si è resa immediatamente conto che la progettata strada del Tuscolo minaccia di creare una situazione di cui è per ora difficile prevedere gli sviluppi. I due maggiori esponenti delle tesi in contrasto, il Sindaco Aldobrandini ed il dott. Micara, sostennero in forma molto cortese e reciprocamente deferente i rispettivi punti di vista tanto che pensammo ad un match di boxe disputato con guanti di velluto. Qualcuno ha voluto vedere in questo loro comportamento un accenno di distensione degli animi che la inopportuna affissione dei manifesti attribuiti alla ispirazione dei due aveva contribuito a riscaldare. Una tale distensione è quanto di meglio desidera la cittadinanza la quale, essendo nella sua grande maggioranza fuori da ogni partito, intravede nell’atteggiamento assunto dalle varie correnti politiche il futuro schieramento delle forse per le prossime elezioni amministrative. Il principe Aldobrandini e il dott. Micara sono persone troppo intelligenti per non capire che il loro dissidio è sfruttato per fini elettorali ben determinati da quei partiti i quali, in questa occasione, all’uno o all’altro amano presentarsi in veste di amici, saranno senza dubbio, in un domani ormai prossimo, gli avversari di entrambi. Perché – se è vero che la campagna elettorale verrà da quei partiti impistata sulla critica a tutto l’operato dell’Amministrazione uscente, non vediamo come e perché essi dovrebbero attaccare uno ed esaltare l’altro. Ma oltre queste considerazioni di carattere elettorale, che non possono lasciare indifferenti le persone di buon senso, vi è il fatto che i motivi di dissenso fra il principa Aldobrandini ed il dott. Micara, obiettivamente esaminati, non sembrano così insanabili sol che, sia il primo che il secondo, non si irrigidiscano nella posizione da ciascuno assunta ma accettino democraticamente (senza fare il bis della Salè e Tuscolana) le decisioni del Consiglio Comunale allorchè esso avrà potuto avere a disposizione tutti gli elementi per pronunciarsi con perfetta cognizione di causa in merito al tracciato della strada del Tuscolo. Ci è stato assicurato che fra giorni verrà esposto un grafico della strada – come la propone il dott. Micara – ed esso servirà ottimamente ad illuminare l’opinione pubblica e noi stessi per renderci conto se il pericolo di vedere deviato il traffico turistico verso altre località, affacciato dal Principe Aldobrandini, sia reale od immaginario e metterci in grado di dire modestamente il nostro parere. Se altrettanto riserbo avessero avuto i partecipanti alla riunione indetta dai democristiani – dissidenti – e si fosse rinunciato ai manifesto-lettera aperta al Sindaco, che tante polemiche ha suscitato, gli animi non sarebbero stati turbati e la questione sarebbe oggi esaminata con quella calma e serenità che si addicono a un problema di vitale interesse cittadino.

Il Messaggero – Il Messaggero del Lazio – mercoledì 2 aprile 1952
Dissensi sulla costruzione della strada del Tuscolo.
Il sindaco Aldobrandini si dimette durante la seduta del Consiglio.

Il segretario cav. Lattanzi dà lettura della interpellanza degli 11 Consiglieri sulla strada del Tuscolo. Risponde il Sindaco Aldobrandini il quale illustra i motivi che a suo parere lo hanno reso e lo rendono ancora perplesso circa il vantaggio turistico che l’esecuzione della strada apporterebbe a Frascati. Egli ricorda che il Tuscolo è situato in territorio di Monte Porzio e che la strada progettata, per circa la metà, si sviluppa nel territorio di quel Comune, come può rilevarsi da un fotomontaggio eseguito in più copie e distribuito ai Consiglieri. Ribadisce inoltre il pensiero già espresso altre volte e cioè che è più urgente costruire case per i senza tetto, delle quali Frascati ha ancora grande bisogno, rimandando a quando si sarà sopperito a tale necessità la attuazione di progetti a carattere turistico e panoramico. Infine il Sindaco accenna ai contrasti manifestatisi in seno alla Giunta tra lui e gli altri assessori, culminati col voto (3 a 1) contrario a un rinvio di quattro giorni che egli aveva chiesto per cercare di trovare una soluzione conciliativa al problema. Afferma inoltre che fin da quel giorno (il 10 marzo) aveva deciso di dimettersi, e aggiunge che ha voluto attendere prima l’esito di un suo passo presso l’Ente finanziatore. Quando invece per tutta risposta ha appreso che il progetto avrà immediata esecuzione perché tra giorni i lavori saranno appaltati, ha ritenuto di non poter continuare ad esercitare il suo mandato ed in conseguenza ha dato comunicazione al Consiglio delle sue dimissioni da Sindaco. Gli viene fatto osservare che le dimissioni dovranno essere discusse in una prossima seduta consiliare e che egli dovrebbe quindi rimanere al suo posto, ma il Principe Aldobrandini abbandona la poltrona e va a sedersi fra i consiglieri, mentre la presidenza della seduta viene assunta dal Vice Sindaco Graziani. Prende quindi la parola il dott. Micara che ricorda come già nel 1949, su proposta del consigliere Badoni, il Consiglio emise un Voto perché venisse costruita una comoda strada di accesso al Tuscolo. Proseguendo il dott. Micara sottolinea che in una recente seduta del Consiglio comunale vi fu l’unanime riconoscimento sull’opportunità che la strada giungesse fino al Tuscolo e che il dissenso si era manifestato solo sulla progettata continuazione, di essa, attraverso la Molara, fino all’Anagnina. Ma oggi queste ragioni di disaccordo non dovrebbero più sussistere poiché con i fondi stanziati verrà eseguito il solo tratto Frascati-Tuscolo. L’Assessore ai Lavori Pubblici accenna anche ai noti attriti determinatisi in seno alla Giunta affermando che l’opera progettata, che è a totale carico dello Stato e quindi non costa nulla al Comune di Frascati appaga una secolare aspirazione dei frascati. Quanto alla obiezione mossa sulla priorità da dare alla costruzione delle case, il dott. Micara cita alcune cifre per dimostrare quanto l’amministrazione comunale abbia fatto per risolvere tale problema. Il Consigliere Calderini osserva poi che la discussione è perfettamente inutile perché il Consiglio si trova di fronte al fatto compiuto essendo la strada decisa, finanziata e tra poco appaltata. Esprime però l’augurio formulato in un ordine del giorno, che la strada del Tuscolo venga proseguita, allacciandola alla Via Latina. L’ordine del giorno contenente apprezzamenti di natura politica viene respinto dalla maggioranza che approva invece quello presentato dal consigliere Boazzelli con il quale si plaude a quanti hanno contribuito alla realizzazione di un antico voto di tutta la popolazione di Frascati.

Il Messaggero - Cronaca di Roma - venerdì 5 giugno 1953
Una grande realizzazione turistica
Frascati collegata con il Tuscolo dopo circa settecento anni di isolamento

Dopo settecento anni il Tuscolo è di nuovo accessibile: da quel fatale 1191 in cui l’antico Tuscolo, superbo di ville, eminente per i nomi di Cicerone e di Sallustio fu raso al suolo dai cavalieri di Magonza, in effetti le rovine dell’antica città rimasero isolate tra il verde selvaggio sulla vetta d’uno dei colli più suggestivi del mondo, nel silenzio dei suoi 700 metri di altitudine, dominante la pianura di Roma, il mare di Roma, la valle della Molara, la pianura di Tivoli. Frascati poteva contare tra il suo eminente patrimonio di ville, di superbi palazzi, di parchi lussureggianti, quel meraviglioso complesso archeologico che rimane a dimostrare al mondo nella vetustà dell’opus reticolatum dei massi, dell’opus incertum dei marmi, del teatro e dell’anfiteatro, l’antica civiltà di questa zona i cui abitanti furono forse testimoni, per aver veduto brillare nella luce del sole l’arco del vomere di Romolo, della nascita di Roma. Ma al Tuscolo da Frascati, la città venuta dopo e costruita in un primo tempo di frasche, alla luce dell’incendio che distrusse le case, le ville, i palazzi tuscolani, da Frascati all’alta collina non si poteva giungere. Non vi giunse Goethe che fermò lo stanco passo lungo il sentiero scosceso che tra rovi e ginestre adduceva alla città antichissima; vi giunse Ibsen, però a dorso di somaro, e colà giunto dinanzi allo spettacolo dell’antico teatro “Ecco – scrisse – che mi parve di vedere Cicerone ergersi da quella scalea di marmo, austera come l’aula di un Senato, e mi parve di udire nel silenzio del bosco selvaggio levarsi la sua voce possente”. E più tardi Enrico Ferri al cospetto di tale magnificenza esclamava: “Ecco il teatro dove Plauto potrà ritrovare la propria voce!”. …. Omissis …. La cerimonia inaugurale della via del Tuscolo è stata presenziata dal Ministro Campilli, dal Sindaco di Roma prof. Rebecchini, dal Sindaco di Frascati dott. Micara, dall’Alto Commissario per il Turismo on. Romani, dal Prefetto di Roma S.E. Antonucci, dall’on. Finocchiaro Aprile in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale, dalla Giunta e dal Consiglio Comunale di Frascati ed erano intervenuti il prof. Galassi Paluzzi, il prof. Sùrico, accademico tuscolano, il prof. Santarelli, Mons. Budelacci, Vescovo di Frascati e Presidente dell’Accademia Tuscolana, il Vice Presidente dell’Accademia stessa professor mancini. Mons. Budelacci e le autorità hanno ricevuto e ossequiato il Cardinale Tedeschini che ha benedetto la nuova strada e ha tagliato il nastro inaugurale. Alla popolazione convenuta da Frascati e da Roma hanno parlato acclamatissimi il Sindaco di Frascati dottore Micara – che ha pronunciato un’orazione degna e del luogo e della circostanza – il Ministro Campilli e il Vice Presidente dell’Accademia Tuscolana.

Tornando ai nostri giorni, un particolare interessante e non a tutti noto: la strada in questione finisce quasi sulla sommità del colle, in un parcheggio rettangolare il cui manto d’asfalto copre, e finora ha protetto, i resti di un’antica villa romana già rilevata dagli scavi dei primi anni dell’800 e riprodotta nella stampa di Luigi Rossini del 1826. Che sia giunto il momento di scavare il parcheggio e riportarla alla luce, a patto di riuscire poi a valorizzarla e tutelarla adeguatamente dalle intemperie e non solo da quelle?
.