sabato 20 giugno 2009

La Frascati, un po' gotica, della stampa Werner-Leopold

Rara incisione databile intorno al 1740

(Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite) Una stampa molto rara e certamente fra le più belle di Frascati è quella disegnata, in stile un po’ … gotico, dal Werner e incisa dal Leopold intorno al 1740.
Friedrich Bernhard Werner, nato nel 1690 a Reichenau, vicino Costanza nel Baden-Württemberg (c’è però chi dice sia nato nella Slesia al confine tra Germania, Polonia e l’attuale Repubblica Ceca), e morto nel 1778 a Breslau in Polonia, fu pittore, disegnatore, incisore e scrittore. Da giovane lavorò anche per il teatro, come traduttore di testi, e condusse una vita bohémien che a un certo punto lo portò a stabilirsi ad Augsburg, cittadina di una certa fama per la presenza in loco di numerosi editori di stampe e vedute cartografiche. Ad Augsburg Werner lavorò per Martin Engelbrecht, Jeremias Wolff e Johann Christian Leopold. Quest’ultimo, nato nel 1699 e morto nel 1755 in Germania, era un modesto editore e incisore che pubblicò in pochi esemplari, circostanza questa che rende le sue stampe piuttosto rare, una serie di vedute di città delineate sulla scia di quelle di Jeremias Wolff, fra le quali anche questa di Frascati, disegnata appunto dal Werner, il quale in quegli anni, viaggiando per l’Europa, si cimentò nel disegno di oltre un centinaio di tavole caratterizzate per rappresentare le città da un punto di vista elevato, secondo i canoni della cartografia dell’epoca avviata dall’Hogenborg, Janssonius, Bleau e altri (anche il Greuter con la sua famosa stampa di Frascati del 1620), che combinava spesso piante topografiche e vedute quasi a volo d’uccello.
Werner, le cui stampe sono databili tra il 1725 e il 1740 circa, si ritirò poi a Breslau come scenografo presso la corte prussiana e in quel periodo produsse un lavoro topografico, diviso in cinque parti e contenente ben tremila pagine di manoscritti e millequattrocento disegni a inchiostro colorati, sul Ducato di Slesia.
Le stampe sulle città disegnate dal Werner (alcune anche di fantasia sulla base di schizzi altrui), incise e pubblicate dal Leopold, seguono tutte uno stesso schema compositivo: al centro la veduta della città; in alto al centro un cartiglio, con il titolo dell’opera, ai lati del quale due putti alati sostengono drappi o bandiere con la legenda, numerata, dei siti notevoli della città (per lo più chiese, palazzi, ville, ecc.); sotto la veduta una descrizione della città stessa e alcuni cenni storici, a sinistra in latino e a destra in tedesco; al centro, tra le due scritte, uno stemma (che nella serie delle stampe italiane è quasi sempre lasciato vuoto mentre nelle città mitteleurope riporta leoni rampanti e altro); sotto lo stemma il nome dell’autore della veduta (il Werner); a destra della scritta in tedesco il nome dell’incisore (il Leopold).
Fanno parte della serie europea molte capitali e città importanti di Germania, Francia, Spagna, ecc. mentre nella serie italiana figurano, oltre Frascati: Bologna, Capua, Ferrara, Lucca, Mantova, Milano, Napoli, Palermo, Pistoia, Pizzighettone, Radicofani, Roma, Senigallia, Sessa Aurunca, Siena, Terracina e Tortona, alcune acquarellate.
Ed eccoci alla stampa di Frascati, che misura mm 193X287 e rappresenta la città dal punto di vista tradizionale di tutte le sue altre vedute a volo d’uccello: in primo luogo quelle di Greuter (1620), Lauro (1622), Barriere (1648), Bleau (1663), Kircher (1671) e poi quelle di altri, forse me­no conosciuti, fra i quali Hondio (1627), Fiorini (1650), Janssonius (1657), Rogissart (1706), Rastaini (1778), Day (1832). A differenza di tutte le altre o quasi, ad eccezione ad esempio di quella del Rastaini, la stampa di Werner rappresenta, in basso a sinistra, la Villa Campitelli (ex Park Hotel) che viene citata anche nel cartiglio tenuto dal putto alato in alto a sinistra. E’ interessante rilevare a questo punto come in quel tratto siano rappresentate, senza menzione alcuna, altre tre costruzioni importanti: Villa Sora (a meno che non si tratti del Casale Saulini ma sembra improbabile); il primo dei due Villini Pescatore salendo da Roma (a meno che non si tratti del “villino scomparso”, cioè la Villetta Cesi-Ruspoli-Boncompagni-Acquasparta di cui ho scritto in marzo ma, anche in questo caso, data la collocazione del fabbricato, posto ancora più in basso di Villa Sora, sembra piuttosto improbabile) e, riconoscibilissima sotto Mondragone, l’attuale Villa Parisi. Citato e ben visibile risulta invece il Castello, contrassegnato col n. 4, cioè la Rocca, attuale Palazzo Vescovile, con la sua torre, sproporzionata rispetto alla realtà, e il suo bastione rotondo sulla Piazza San Rocco. Altrettanto citata e ben visibile è la Villa Rufina, oggi Falconieri, contrassegnata col n. 7, mentre non v’è traccia della Rufinella, oggi Villa Tuscolana, al di sopra del convento dei Cappuccini. Contrassegnata col n. 9 si vede infine la residenza dei Padri Teatini accanto al santuario di Capocroce. Il nome dell’autore è ben visibile sotto lo stemma vuoto al centro fra le scritte in latino e in tedesco mentre quello dell’incisiore è anch’esso ben leggibile sulla destra della scritta in tedesco. È interessante rilevare la grande differenza di calligrafia tra le due scritte, come se a inciderle fossero state due persone diverse il che, data la diversità della lingua, è anche possibile. Quella che segue è la trascrizione della dicitura in latino con la descrizione di Frascati: “Parva Urba in Campania Romana in Statu Ecclesiastico, et sede Alicujus Episcopi, qui semper unus ex septem Cardinalibus est. Iam Romanorum Temporibus celebri set quotiamo Regio amoenissima est, multa praedia ibi condiderant, inter quae etiam Ciceronis Praedium Tusculanum pernotum est. Haec Civitas tempore Potificis Coelestini III delebatur quia incolae ejus Cesare is auxilia miserant; et tum Frascati in eo loco extruebatur, in quo olim vetus Tusculum situm erat. Permulta Palatia et Sessus in ea visuntur, e quiebus il mon Dracone ad Principem Borghesium, Belvedere ad Principem Pamphilium Villa Luvisa ad Ducissam de Guadagnola Sororem Comitis, stabuli spectat.”
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1 commento:

Anonimo ha detto...

volevo chiederle una cosa riguardo questa stampa del werner, percaso le risulta rappresentata anche villa lancellotti su di essa?
la ringrazio, una studentessa