lunedì 18 maggio 2009

Il Tuscolo nella ricostruzione dell'architetto francese Tony Garnier

Vincitore del Grand Prix de Rome nel 1899

(Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite) Quelle qui riprodotte sono alcune immagini di Tuscolo, in parte rilievi archeologici in parte ricostruzioni di fantasia, opera dell’architetto francese Tony Garnier, nato a Lione nel 1869 e morto a Roquefort-la-Bédoule nel 1948. Ma chi era Tony Garnier? Perché si dedicò a disegnare immagini del Tuscolo? Quali sono le particolarità di queste tavole?
La risposta alle prime due domande la riprendiamo pari pari dal sito del museo a lui dedicato “Musée Urbain Tony Garnier”: “Tony Garnier è il primo architetto urbanista del XX secolo. Molti dei suoi progetti sono in effetti all'origine di considerevoli progressi nella riflessione degli architetti dell'epoca su quella che consideravano essere l'architettura moderna. Personaggio discreto, Tony Garnier ha consacrato l'essenziale della sua vita alla sua passione, l'architettura. Il suo percorso é esemplare quanto la sua opera. Nasce il 13 Agosto 1869 a Lione nel quartiere della Croix-Rousse. È un figlio di “canuts”
(operaio setaiolo nelle seterie di Lione). Suo padre, Pierre Garnier, è disegnatore nella seteria. Sua madre, Anne Evrard, è tessitrice. Messo di fronte fin da piccolo alle condizioni di vita di questi operai della seta, molto presto cercherà di trovare, attraverso l'architettura, la sua passione, un modo per rispondere al problema sociale dell'alloggio. Una delle sue maggiori preoccupazioni sarà infatti di inventare un nuovo modo di concepire l'alloggio. Diventare architetto è un obiettivo che si prefigge fin dall'infanzia. La sua motivazione rappresenta una grande differenza in un periodo in cui è ancora fortemente presente lo schema “architetto di padre in figlio”. Nel 1889, parte per Parigi, dove tenta in più occasioni il concorso del Grand Prix de Rome. Grazie ad accanimento e convinzione, è infine vincitore nel 1899, cosa che gli permette di divenire per un periodo di quattro anni, ospite della Villa Medici al fine di studiare i monumenti antichi. Tony Garnier ben presto si distingue dagli altri allievi. Poco disciplinato, non realizza i lavori richiesti dall'Accademia, rivolti allo studio di singoli monumenti antichi. Preferisce lavorare su un'intera città: Tusculum. Nei quattro anni di Villa Medici, non lavorerà infine che sei mesi sui monumenti antichi. Consacra il resto del suo tempo alla creazione di una nuova città, una città moderna: "Une Cité Industrielle", che sarà pubblicata per la prima volta nel 1917. Molto legato alle sue radici, Tony Garnier decide, alla fine del suo soggiorno romano, di ritornare in seno alla sua città natale: Lione. Un primo cantiere gli è affidato nel 1904 dal sindaco Victor Augagneur per la realizzazione della Latteria-stalla municipale del Parco della Tête d'Or. Il sindaco, soddisfatto del lavoro dell'architetto, non mancherà di raccomandarlo calorosamente al suo successore, Edouard Herriot, che gli affiderà l'essenziale dei Grands Travaux (Grandi Lavori) della città: mattatoi della Mouche e mercato del bestiame (1908-1928),Ospedale di Grange-Blanche (1911-1933), Stadio municipale di Gerland (1913-1926) e quartiere degli Etats-Unis (1919-1933). I Grands Travaux vengono pubblicati nel 1920. Il 20 Luglio 1915, all’età di 46 anni, sposa Catherine Laville, di 21 anni. Si installano entrambi nella villa che l’architetto costruisce a Saint-Rambert. Tra 1930 e 1933, conduce il suo ultimo grande cantiere, quello della costruzione dell’ Hôtel de Ville di Boulogne-Billancourt. Dopo aver formato una generazione di architetti lionesi, Tony Garnier va in pensione nel 1938, nella zona di Carnoux, comune della Bédoule, vicino Cassis. Consacra questo periodo al suo primo amore, il disegno. Muore il 19 Gennaio 1948, senza discendenti. Il suo corpo è riportato a Lione nel Novembre 1949, al cimitero della Croix-Rousse”.
E veniamo ora alla particolarità delle tavole. Quelle qui riprodotte sono delle elioincisioni (fotoincisioni ai sali di cromo) realizzate nel 1910 e riproducono l’opera di Garnier iniziata presso l’Accademia di Francia nel 1903, all’epoca in cui il giovane architetto era fra i pensionanti vincitori del Gran Prix de Rome, completata l’anno successivo, sempre durante il soggiorno romano di Villa Medici, e successivamente rivista e modificata nel 1908. Le tavole originali, tutte più o meno di grandi dimensioni (dai formati cm 30X80, 52X55, fino a un metro e 66 per 89 cm) erano acquarelli e all’inizio furono mal giudicati dagli accademici di Francia forse più per punire l’indisciplina di Garnier che per altro, visto che fu la stessa Accademia a chiedergli di completare l’opera. In una monografia a lui dedicata nel 1970 dal Museo delle Belle Arti di Lione, si legge infatti che Tony Garnier si aggiudicò il Grand Prix de Rome nel 1899 dopo svariati tentativi. Il lavoro premiato fu “Il palazzo della sede centrale di una banca di Stato”. La vincita del premio consisteva, come visto, in un soggiorno di studio di quattro anni a Roma, presso Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia dove i pensionanti, vincitori del premio nelle sue varie categorie (dalla pittura all’architettura) si sarebbero dovuti cimentare nello studio di palazzi e antichità romane. Garnier aveva però il pallino della “città industriale” e nel suo primo anno a Roma ne buttò giù i primi schizzi, suscitando la disapprovazione degli accademici. Decise allora di dedicare il suo secondo anno di pensionato alla realizzazione di uno studio sull’Arco di Tito accompagnato dalla realizzazione di cinque disegni dedicati alla Basilica di Santa Maria in Cosmedin ma anche questo lavoro fu considerato mediocre e la scelta dei disegni banale. Tony Garnier dedicò allora il suo terzo anno alla realizzazione dei rilievi su un’intera città e concentrò il suo interesse su Tuscolo, di cui iniziò a disegnare la pianta, lo stato delle rovine e una serie di ricostruzioni di fantasia. Si trattò di una scelta che non aveva precedenti e che gli costò le critiche dell’Accademia, che da un lato gli rimproverò la scarsa qualità dei dettagli e la grossolanità dei disegni ma, dall’altro, gli rese merito per l’interesse mostrato per i rilievi topografici del sito. Fatto sta che per il lavoro del quarto anno fu la stessa Accademia a chiedere a Garnier di completare la sua opera sul Tuscolo, rappresentata nelle tavole qui riprodotte.

Una notazione finale per chi conosce e frequenta il sito della Galleria Theodora dove in questi giorni è pubblicata, con ampia documentazione fotografica, la notizia del rinvenimento di una stampa sconosciuta del 1820 su Tuscolo con una planimetria centrale, molte tavole laterali con numerosi scritti e disegni. Ebbene le tavole qui riprodotte mi avevano portato a ipotizzare che la stampa pubblicata sul sito della Galleria Theodora potesse essere un lavoro di uno dei partecipanti o dei vincitori di una delle precedenti edizioni del Grand Prix de Rome. Quanto ritrovato a proposito dello “strappo” senza precedenti di Tony Garnier alle severe regole dell’Accademia di Francia mi porta ora a escludere questa ipotesi, invitando quindi chiunque abbia notizie certe sull'origine e la storia della stampa, o abbia elementi per formulare ipotesi diverse, a segnalare la cosa alla stessa Galleria Theodora.
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