domenica 26 aprile 2009

La fontana del Palazzo del card. Aldobrandini ... a Tivoli ??!!

Un equivoco di quasi quattrocento anni fa firmato Baur e Kussell

(Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite) Quando si dice che l’amore fa perdere la testa … Se poi la storia si svolge ai primi del ‘600 tra le ville e i giardini di Frascati e Tivoli non c’è da meravigliarsi se alla fine il protagonista, pittore e incisore mitteleuropeo dal carattere impetuoso, si ritrova a rappresentare una “fontana del palazzo del cardinale Aldobrandini a Tivoli” (?!) come quella visibile nella stampa qui accanto!
L’autore dell’equivoco è Giovanni Guglielmo Baur, nato a Strasburgo nel 1610 dove studiò pittura sotto la guida del Brendel per intraprendere poi un viaggio a Roma. Qui ebbe la protezione del duca di Bracciano, si applicò allo
studio dell’architettura e del paesaggio ma dopo poco tempo decise di trasferirsi a Napoli dove in breve fu molto conosciuto per la bellezza dei suoi quadri. Decise comunque di tornare a Roma e, come ci dice Filippo de Boni nella sua “Biografia degli artisti” stampata a Venezia nel 1840 (oggi digitalizzata da Google e quindi facilmente consultabile online), “s’innamorò pazzamente d’una fanciulla con cui visse alcun tempo a Frascati e a Tivoli finché, fattosi ricco, visitò la Germania operando per l’imperatore e altri principi. Egli – prosegue il de Boni – era immaginoso e vivace ma non corretto. Amava dipingere cavalcate, pugne, processioni o altri soggetti di molte figure e gran movimento. Intagliava ad acqua forte con molta facilità; la raccolta de’ suoi lavori in tal genere è di oltre cinquecento rami tutti intagliati da lui; le sue Metamorfosi d’Ovidio sono pregiate”, senonchè, ci informa sempre il de Boni, il nostro giovane amico morì a Vienna nel 1640 all’età di soli trent’anni ma dopo una vita intensa e di gran successo che, specialmente in quell’epoca, era comunque un privilegio per pochi.
Uno che si giovò molto dell’opera del Baur fu Melchiorre Kussell, fratello minore di Matteo Kussel, nato ad Augusta (Augsburg) nel 1621 e morto a Vienna nel 1702, disegnatore e incisore alla punta e al bulino e autore di molti ritratti di principi e signori tedeschi.
Melchiorre era nato anche lui ad Augusta nel 1622, un anno dopo il fratello del quale aveva seguito le orme diventando come lui disegnatore e incisore alla punta e al bulino. Egli però a un certo punto decise di andarsi a perfezionare a Francoforte, alla scuola di Matthias Mérian, del quale sposò la figlia. Quando il suocero morì, Melchiorre fece ritorno ad Augusta e, come ci riferisce sempre il de Boni nella sua “Biografia degli artisti”, “pubblicò moltissime stampe, di cui le più stimate sono quelle incise alla punta, la più parte da Giovanni Guglielmo Baur. Hanno perfetto accordo e finita esecuzione. La sua intera raccolta è di centoquarant’otto pezzi: contiene ritratti, paesaggi e una Passione del Salvatore in venticinque stampe”. Il nostro Melchiorre morì nella sua città natale il 1683, quasi vent’anni prima del fratello maggiore, essendo vissuto il doppio del Baur e avendo prodotto meno di un terzo delle stampe di lui, avendogliene peraltro copiate parecchie, tra le quali quella qui sopra e qui accanto. Che sia stato lui a sbagliare l’iscrizione nel titolo riproducendo l’incisione originale del Baur? Tutto è possibile ma per l’idea che mi sono fatto dei due artisti: il Baur giovane, impetuoso, innamorato della fanciulla (romana? … o frascatana?) con la quale scorrazzava in allegria tra Roma, Tivoli e Frascati; il buon Melchiorre, tutto casa, famiglia e lavoro, lento e preciso nell’esecuzione delle sue opere … credo proprio che l’autore dell’equivoco sia il giovane Baur.
A noi resta questa piacevole incisione (una specie di “Gronchi rosa” ante litteram), stampata in verticale su un foglio rettangolare orizzontale, e quindi con ampi margini laterali, le cui dimensioni sono cm 14X21, la stampa alla battuta, e cm 35X30, il foglio, con la scritta “Fontana in dem Pallazzo Card: Aldobrandini zu Tivoli.” fuori della battuta (… vuoi vedere che allora a sbagliare è stato p
roprio Melchiorre!).
Un ultimo particolare curioso è che il numero “34” visibile nell’angolo in basso a destra dell’incisione è stampato, o scritto, su un minuscolo quadratino di carta a parte, incollato sulla stampa. Questa particolarità ci può forse ricondurre all’opera di cui l’incisione faceva parte: nel 1827, a Monaco, il barone d’Aretin, consigliere di Stato e ministro di sua maestà il re di Baviera presso la Dieta di Francoforte, aveva messo all’asta la sua collezione di stampe e nel primo volume del “Catalogo ragionato” dedicato alle scuole tedesca e olandese (anch’esso digitalizzato da Google e quindi facilmente consultabile online), figurava anche il seguente lotto, rappresentato da un’opera di Melchiorre Kussell in 36 fogli, ripresa dalle incisioni di Giovanni Guglielmo Baur: “Suite de belles vues de palais, jardins marines et paysages en Italie, ornés de figure et d’architecture. P. in 4to dont chaque feuille est accompagnée d’une inscription allemande. Melchior Kussell fec. B. Epr.”. Facendo lavorare, forse un po’ troppo, la fantasia si potrebbe ipotizzare che questo insieme di 36 fogli, forse rinumerati, sia una raccolta di esecuzioni di copie di altri lavori meno corposi, sempre del Baur, fra i quali quello in 6 fogli, anch’esso presente nell’asta di Monaco, catalogato come: “Vedute de’ giardini – Suite de six pièces. I.Willielmus Baur fec. 1636, 8vo en larg. B. Epr.”. Agli amici Loretta Polidori, titolare della Galleria Theodora, e Claudio Tosti, valido esperto del settore, il compito di confermare o smentire quanto da me ipotizzato e scritto.
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4 commenti:

brooks ha detto...

Complimenti per il blog estremamente dettagliato.. Segnalo poi che è nato da poco quello di quattro aspiranti giornalisti:

http://www.frompabicas.blogspot.com/

Si parla anche qui, tra gli altri, dei castelli romani (e di frascati, loro 'ufficiosa capitale')
Complimenti di nuovo

Anonimo ha detto...

Caro Achille, intanto, doverosi, i complimenti per le tue ricerche, incessanti e interessanti...
Mi auguro che quanto prima pubblicherai i tuoi studi.
Per questa tua ultima fatica, sei andato a toccare un tasto dolente per l'iconografia tuscolana...
Kusell, grande e valentissimo incisore, specialmente a puntasecca, è uno degli artisti più controversi e meno sviscerati.
Ti basti pensare che neanche per la data di nascita di Melchiorre gli studiosi si mettono ancora d'accordo tra il 1622, il 1625 e il 1626...
Il refuso di cui scrivi, Tivoli al posto di Frascati, ancorchè curioso non è cosa rara per l'epoca.
Può effettivamente dipendere da molti fattori, tra i quali quelli da te presupposti...e tutti credibili.
Sovente gli stampatori e gli editori davano incarico a degli specifici "artisti" di apporre le firme e i titoli alle incisioni che ne erano sprovviste.
Più spesso ancora, si trattava di vecchi rami riutilizzati per stampare nuove edizioni, riassemblando il materiale che si aveva in magazzino. Trattandosi di lavori postumi, gli errori erano piuttosto frequenti.
Considera che tante e troppe volte, la scelta di ripubblicare era molto meno destinata alla divulgazione e alla cultura e molto più alla produzione di nuova e fresca economia.
Conoscendo la valenza e la precisione teutonica di Kusell, propenderei per queste ultime ipotesi, che vedono sia Matteo che Melchiorre incolpevoli e inconsapevoli.
Complimenti ancora...e molti
Claudio

Achille ha detto...

Grazie a brooks, e auguri per gli aspiranti giornalisti, e grazie a Claudio per il bel commento (avevo notato anche io la pluralità di date sulla nascita di Melchiorre).

Roberto Tosi ha detto...

E' passato molto tempo. Comunque io dispongo di una copia di questa stampa che vorrei vendere a 50 Euro . Ecco la descrizione.
Fontana in dem Pallazzo der Card. Aldobrandini zu Tivoli .Stampa raffigurante una fontana del palazzo Aldobrandini di Frascati e non di Tivoli come erroneamente indicato nel titolo. Acquaforte originale tratta da "Underschidliche Meer Porten und Pallazzia von Willhelm Bauren in Italia nach dem Leben gezeichnet", Augusta Vindel, (Augsburg) 1670 Incisa da Küssel, Melchior (Augsburg 1626 - 1681) su disegno di Willhelm Baur. Dimensioni alla battuta 195 x 140. Carta vergata del '600 - filigrana: grande stemma araldico. Applicata su cartoncino leggero. In ottime condizioni (leggere pieghe verticali).
Bibliografia: Hollstein XX, 301 - 446; Ornamentstichkat. Bln. 4294; Thieme-Becker, III, 89.