martedì 10 febbraio 2009

La linea tramviaria da Roma a Frascati

Inaugurata nel 1906

Frascati era collegata a Roma tramite ferrovia già dal 1856 ma le corse giornaliere erano poche e i turisti e villeggianti che volevano andare dalla capitale a Frascati o viceversa erano costretti a sobbarcarsi la spesa e il fastidio di scomode trasferte in carrozza o nelle rare automobili dell’epoca. Mancava poi il collegamento con gli altri Castelli Romani e anche questa mancanza si faceva sentire.Una guida del 1902, stampata in lingua inglese e francese, intitolata “FRASCATI ET SES ENVIRONS Tusculum, Grottaferrata, Rocca di Papa, Albano, etc.” a firma C.F.H., così scrive in merito all’argomento: “Da più anni è in predicato di inaugurare un tram elettrico tra Roma e Frascati e i Castelli Romani ; sembrerebbe che questo progetto vada infine ad essere realizzato, il che sarebbe molto vantaggioso, poichè il servizio ferroviaro non fa il tragitto che quattro volte al giorno e il tram lo farà molto più spesso.
Partirà da Piazza Venezia, uscirà da Porta S. Giovanni, prenderà la Via Tuscolana, poi Via Anagnina a Grottaferrata, e da lì, a sinistra, la linea che conduce a Frascati.
Un’altra linea porterà dritti a Rocca di papa e una terza a Marino, Castel Gandolfo, Albano, Ariccia e Genoano. Ciò sarà un vero beneficio per gli stranieri che non saranno più soggetti alle spese delle carrozze”
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In effetti il tratto da Roma a Frascati fu aperto al pubblico il 19 febbraio 1906. Nel corso di quello stesso anno fu sviluppato anche il tratto verso gli altri Castelli Romani, compreso quello da Squarciarelli fino ai piedi della collina di Rocca di Papa, dove il 2 agosto 1907 fu inaugurata la funicolare per salire in vetta. Infine il 12 settembre 1913 fu aperto al pubblico il tratto della linea dei Castelli, prolungato fino a Velletri.
L’autorizzazione a costruire ed esercire le linee tramviarie a trazione elettrica da Roma a Grottaferrata e da Frascati a Genzano fu data il 29 dicembre 1901 dal re Vittorio Emanuele III alla “Società anonima delle tramvie e ferrovie elettriche di Roma”, presieduta dal conte Carlo Rasponi, che ne aveva fatto richiesta il 10 aprile e il 2 settembre di quello stesso anno presentando istanze corredate dai rispettivi progetti.
Sulla Gazzetta Ufficiale del Regno n. 26 del 1° febbraio 1902 sono infatti pubblicati: il Regio Decreto, recante l’autorizzazione del re; l’Atto Disciplinare “delle condizioni alle quali deve essere subordinata la concessione”; l’atto del notaio Quintilio Antolisei per l’autenticazione della firma apposta il 28 dicembre dal conte Rasponi all’Atto Disciplinare e l’”estratto autentico” del verbale della seduta con la quale il consiglio di amministrazione della Società delle tramvie e ferrovie aveva il giorno prima, 27 dicembre 1901, delegato il proprio presidente conte Rasponi a firmare l’Atto che aveva anche valore di accettazione della autorizzazione che il re avrebbe concesso con il decreto del giorno dopo.
La “Società anonima delle tramvie e ferrovie elettriche di Roma” era stata costituita appena un paio di anni prima, il 29 novembre 1899. Aveva un capitale sociale di lire 1.500.000, di cui tre decimi versato, che per disposizione statutaria era previsto dover salire a dodici milioni di lire. Oltre che dal presidente, conte Rasponi, il consiglio di amministrazione era compostio dal cav. Mario Michela, dal comm. Augusto Silvestrelli e dal conte Sigismondo Malatesta. Come si intuisce dall’acronimo, la società altro non è che la vecchia S.T.E.F.E.R., di cui tutti ancora ricordiamo gli autobus che fino a metà degli anni ’70 collegavano Frascati con Roma, i Castelli Romani e il resto della provincia. Acquistata dal Comune di Roma nel 1928, la S.T.E.F.E.R. confluì prima nell’ACoTraL (Azienda consortile trasporti laziali) nel 1976 e poi, nel 1993, nel CO.TRA.L. (Consorzio trasporti pubblici Lazio).
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