domenica 25 gennaio 2009

I "CASTELLI ROMANI" di Edoardo de Fonseca

Raro libro edito dai Fratelli Alinari nel 1904

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle) Copertina rigida bianca in tela cartonata con il titolo in rosso a caratteri maiuscoli e in altorilievo i cipressi e il laghetto di Villa Falconieri a Frascati.
Così si presenta il libro “I CASTELLI ROMANI” di Edoardo De Fonseca, “opera illustrata da artisti del Lazio” e corredata da un’appendice su Tivoli, Anzio e Nettuno, edito nel 1904 a Firenze dai Fratelli Alinari Editori.
Il volume, 156 pagine più numerose illustrazioni fuori testo, fu finito di stampare il 31 dicembre 1903 nella Tipografia dell’Unione Cooperativa Editrice, Roma, con le fototipie dello Stabilimento Danesi, anch’esso di Roma, e con le foto zincotipie dello Stabilimento Alfieri e Lacroix di Milano.
Suddivisa in tredici capitoli più l’appendice, l’opera descrive: “Le tre strade” che da Roma portano ai Castelli Romani (l’Appia, l’Appia Nova e la Tuscolana); Marino; Castel Gandolfo e il Lago; Albano; Ariccia; Genzano; Nemi; Civita Lavinia; Rocca di Papa e il Monte Albano; Frascati, Le Ville, Tuscolo; La Badìa di Grottaferrata; Colonna e Monte Porzio; Monte Compatri e Roccapriora; Tivoli; Anzio e Nettuno.
L’autore, Edoardo De Fonseca, all’epoca della pubblicazione del libro “Castelli Romani” era direttore della rivista “Novissima”, albo annuale di arti e lettere da egli stesso fondato nel 1901,che fu definita il “manifesto della grafica moderna”.
Fra i collaboratori della rivista sono anche molti dei pittori che hanno illustrato il libro Castelli Romani. Qui sono riprodotte solo alcune illustrazioni relative a Frascati. Gli autori sono: Arturo Noci, Roma 1874 – New York 1953, già membro dei Venticinque della Campagna Romana; Antonio Discovolo, Bologna 1876 – Bonassola (SP) 1956; Camillo Innocenti, Roma 1871 – 1961, già membro dei Venticinque della Campagna Romana, e Giovanni Costantini, Castions di Zoppola (PD) – La Spezia 1956, anch’egli gi membro dei “Venticinque”.
Questa la pagina d’inizio del libro: “Di questi luoghi, ricchi di memorie e di bellezze perenni, noi cominciamo a scrivere dopo lunghi mesi di studi e d’osservazioni dirette. Libri di erudizione profonda non mancano su tanto vasto e glorioso argomento. Autori commendevoli scrissero e discussero ampiamente la parte storica, archeologica, etnografica e geologica di queste terre laziali; per modo che il bisogno di una nuova opera di severa e grave disciplina non crediamo sia molto sentito. Per contro, rari sono i libri che dei Castelli romani trattino agilmente, senza continui rinfiancamenti di citazioni e di note, che dieno un’immagine vivace e lumeggiata dei dintorni dell’eterna città. E come questi luoghi non sono oggi abbastanza conosciuti ed amati, parve a noi savio di metterne in luce anche il presente, onde Roma si avveda del tesoro abbandonato che ha alle sue porte. Abbiamo fede in un tempo non lontano nel quale i paesi albani e tuscolani, cari tanto ai romani della Repubblica e dell’Impero, risorgeranno a nuova vita, e saranno amati del pari dai popoli moderni. Così volemmo che un’eletta schiera di artisti romani illustrasse la bellezza poetica dei Castelli; e i disegni, qui fedelmente riprodotti, sono prezioso ausilio alla nostra semplice parola”.
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