lunedì 22 dicembre 2008

Suoni, luci e acqua nel Teatro delle Fontane di Villa Torlonia

Opera seicentesca dell'architetto Carlo Maderno

Acqua, luci, forme, suoni … antico e moderno: tutto è arte nel secolare parco di Villa Torlonia dove sorge il grandioso Teatro delle Fontane disegnato da Carlo Maderno, che qui accanto vediamo in una incisione seicentesca di Giovan Battista Maggi e Francesco Corduba.
“In fondo agli alberi secolari, – scriveva Domenico Seghetti nel suo “Frascati nella natura, nella storia, nell’arte”addossata al colle, risalta maestosa nella solennità del paesaggio la costruzione per la cadute delle acque, che precipitate dall’alto per scaglioni, e sottrattesi un istante alla vista, si rimostrano con bianchi getti e zampilli per raccogliersi in un vasto bacino ad emiciclo. Nei prolungamenti laterali, con pareti a nicchie, sono mascheroni e tazze da cui dovrebbero spicciar fuori le acque”.
Meraviglia architettonica e di ingegneria idraulica nei primi anni del diciassettesimo secolo, il Teatro delle Fontane di Villa Torlonia è stato una meraviglia della tecnica e dell’elettronica negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso quando per volere del senatore Pietro Micara, allora sindaco di Frascati, vi si realizzò un impianto d’avanguardia per la realizzazione di memorabili spettacoli di giochi di “Suono, luce, acqua”.
Al primo di essi, la sera del 23 settembre 1958, presenziarono ospiti illustri quali: il presidente del consiglio dei ministri, Amintore Fanfani; i ministri Fernando Tambroni e Giuseppe Togni; il giudice della Corte Costituzionale Giuseppe Ambrosini; i sottosegretari Maxia, Salizzoni, Folchi, Antoniozzi e Mannironi; i senatori Ceschi, Cingolani, Rizzo, Corbellini, Angelini e Mammuccari e membri delle ambasciate di Gran Bretagna, Austria, Cile, Equador, Uruguay, Panama, Etiopia e Liberia. Presenza particolarmente significativa, a soli cinque giorni dal discorso di Nikita Krushev alle Nazioni Unite (che segnò l’avvio della “distensione” dopo dodici anni di “guerra fredda” tra i due blocchi, occidentale e orientale, formatisi alla fine della seconda guerra mondiale), fu quella degli ambasciatori degli Stati Uniti d’America, Zellerbach, e dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, Bogomolov, entrambi ospiti del sindaco Micara nel Parco di Villa Torlonia a Frascati.
Una descrizione tecnica particolarmente dettagliata dell’impianto di “suoni, luci, acqua” è riportata con entusiasmo da Giuseppe Toffanello nel suo bel libro “Frascati Civitas Tuscolana”: “Per la diffusione all’aperto, nella vasta area di ascolto, sono stati predisposti sei gruppi di sorgenti sonore ognuno della potenza nominale di 260 Watt, collegati a degli amplificatori da 120 Watt ciascuno, in modo da ottenere anche un sistema di amplificazione bicanale. Nell’elaborazione del progetto degli impianti di illuminazione, sono stati particolarmente curati tutti quegli effetti che possono mettere in risalto le caratteristiche monumentali del teatro, racchiuse nel suggestivo scenario naturale del parco. A tale scopo, ogni batteria di proiettori è stata dotata di schermi colorati in modo da ottenere tutte le varie combinazioni e sfumature di colore nello spettro visivo.
Ogni circuito è collegato a un regolatore elettronico di nuova concezione, per mezzo del quale l’intensità delle sorgenti luminose può essere variata gradualmente da zero al massimo.
Tutti i regolatori sono installati in un locale presso la cabina elettrica dotata di tre trasformatori della potenza complessiva di 700 kVa, alimentati da una rete di corrente alternata a 20.000 Volt. La distribuzione dell’energia elettrica ai proiettori viene effettuata a 220 Volt tra fase e neutro su circuiti trifasi.
Sono stati impiegati complessivamente 95 regolatori così suddivisi: 32 per la regolazione di una potenza singola massima di 12 kVA; 26 per & kVA; 30 per 3 kVA. A ogni regolatore è collegata una batteria di proiettori e l’intensità luminosa viene controllata a distanza nella cabina di regìa a mezzo di un manipolatore di tipo teatrale, montato in una scrivania.
Nel teatro sono stati inoltre installati vari proiettori per effetti particolari, comandati a distanza tramite dei teleruttori. Complessivamente sono stati messi in opera circa 1500 punti luminosi che assorbono in totale una potenza di circa 500 kW”.

Sorprende tanta dovizia di particolari tecnici comprensibili a pochi: evidentemente l’entusiasmo per lo spettacolo e per la modernità dell’impianto era tale da indurre uno storico come Toffanello a lasciarsi prendere la mano dalla grande modernità e complessità degli impianti. Personalmente, per aver assistito anni dopo nello stesso posto a qualche rappresentazione teatrale nell’ambito dell’Estate Tuscolana – ricordo in particolare, a metà anni '70, una bella messa in scena del Sogno di una notte di mezza estate –, posso immaginare in quale atmosfera fresca e profumata si svolgessero quegli spettacoli di “suoni, luce, acqua” nella Frascati incantata di 50 anni fa!
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