mercoledì 17 dicembre 2008

Per fortuna si chiamava Fontana ... l'architetto!

L'"omaggio" dei mastri muratori e degli scalpellini

(Cliccare sulle foto per vederle ingrandite) Paghi uno e porti via due!”. Certamente i mastri muratori Francesco Cippi e Antonio Giobbe e gli scalpellini Pietro Paolo Ombroni e Nicola Corona, tutti da Roma, non sapevano di stare inventando una così fortunata formula commerciale ancora al centro di numerose offerte promozionali tanto in voga presso i moderni supermercati, quando nel settembre del 1696 proposero agli amministratori cittadini di Frascati la costruzione della facciata della Cattedrale di San Pietro con annessa, a titolo di omaggio, la realizzazione di una grande fontana sul lato orientale della omonima piazza.
Gli amministratori della città, fiutato l’affare, non solo accettarono l’offerta ma pretesero che i due mastri muratore e i due scalpellini si impegnassero a realizzare la facciata in non più di due anni e mezzo per passare, subito dopo, alla realizzazione del predetto “omaggio” disegnato dallo stesso architetto che aveva progettato la facciata della cattedrale e che, neanche a farlo a posta, si chiamava Girolamo … Fontana.
Si fosse chiamato Girolamo La Torre forse oggi al posto del Supercinema avremmo un’alta costruzione merlata; si fosse chiamato Girolamo Giardini probabilmente ora non avremmo la piazza e al suo posto ci sarebbe un grande prato a “verde attrezzato”. Si fosse poi chiamato Girolamo Canali ...!
Senonchè Fontana era l’architetto e fontana fu l’omaggio che, ultimato nel 1701, iniziò a gettare una miscela di acque così “blended” da porre le basi per quello che, una volta inventati superalcolici e coloranti, sarebbe diventato il moderno “Negroni” (1/3 di gin, 1/3 di vermuth rosso, 1/3 di Bitter Campari, qualche goccia di angostura più ghiaccio e mezza fetta di arancia). Quattro sono infatti anche i pretesi ingredienti della miscela di acque che sgorgava dalla nostra fontana: alla Giulia e alla Tepula, ricordate nella soprastante lapide marmorea come dono dei pontefici Clemente VIII Aldobrandini e Paolo V Borghese, vanno affiancate, o forse addirittura sostituite come scrive Romano Crescenzi nell’ultimo numero (dicembre 2008) del notiziario dell’Associazione Tuscolana “AMICI di FRASCATI”, l’acqua Zitella, che riforniva Villa Aldobrandini e, certamente dal 1873 con la costruzione del nuovo acquedotto, l’acqua Algidiosa, proveniente dalla Valle del Monte Algido, dietro Tuscolo dalla parte di Monte Compatri e Rocca Priora.
Scrive il Seghetti nel suo libro “Frascati nella storia nella natura nell’arte” edito nel 1906 e ristampato nel 1907: “Fino al 1856, avanti a questa fonte si teneva il mercato giornaliero degli erbaggi e della frutta: una scena delle più vivaci e pittoresche qui si presentava all’aurora del dì della vigilia di Natale, quando gli ortolani vi componevano le loro grandiose e caratteristiche mostre di ortaggi”.
Sulla loggia che sovrasta la fontana, nel maggio del 1849 sventolò la bandiera della Repubblica Romana. A issarvela fu un gruppo di garibaldini e il fatto avvenne dopo la vittoria riportata a Roma da Garibaldi il 30 aprile nella battaglia di Porta Angelica contro le truppe francesi del generale Vittorio Oudinot e dopo le altre due vittorie, sempre a opera di Garibaldi, la prima a Palestrina e la seconda il 19 maggio a Velletri, contro le truppe napoletane di Re Ferdinando. Questi non gradì di certo lo spettacolo quando giunse a Frascati alla testa della sue truppe sconfitte, sicchè avendole prese sul campo dai garibaldini non gli restò che lamentarsi con le autorità cittadine per quella bandiera repubblicana issata nel centro della città.
Il papa intanto se ne stava a Gaeta, dov’era fuggito il 24 novembre 1848, e fatto ritorno a Roma nell’aprile del 1850, otto anni più tardi venne in visita a Frascati dove, nel maggio 1858, impartì la benedizione papale alla popolazione affacciandosi proprio dalla loggia della fontana, per accedere alla quale gli dovettero scavare un passaggio attraverso il muro del retrostante Seminario Tuscolano.
Per un certo periodo la fontana fu protetta da una cancellata che, realizzata agli inizi del Novecento, fu poi smantellata nel 1935, come ricorda ancora Romano Crescenzi, per donare il ferro alla Patria, nel frattempo colpita dalle “sanzioni economiche” decretate contro il governo italiano dalle altre nazioni europee.
Quando l’8 settembre del 1943 gli “alleati” bombardarono Frascati la fontana rischiò di finire in polvere e fu un vero miracolo se restò in piedi, da sola davanti al niente, dopo che gran parte del seminario cui era appoggiata si era sgretolato sotto le bombe.
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