giovedì 27 novembre 2008

Nel cuore di Frascati con le descrizioni del Dr. Domenico Seghetti

Alcuni brani del suo libro "Frascati nella natura, nella storia, nell'arte" del 1906

"PIAZZA ROCCA, adorna di una fonticina sovrastata da un rocchio di colonna, il quale, invece del capitello, sostiene un ovato di sperone con le chiavi apostoliche dello stemma della città. Vi sono al di sopra le tre pignatte dell'insegna gentilizia di Innocenzo XII (Pignatelli), e nel centro una piccola apigrafe, in memoria del privilegio concesso a Frascati da Paolo V di poter tenere in questa piazza il mercato libero in ciscun giovedì dell'anno.
La piazza è fronteggiata dall'EPISCOPIO, edificio con forma di castello medievale che mostra da questa parte il suo prospetto meno sviluppato, mentre ha le altre facciate piuttosto grandiose. Dal suo centro si eleva un'alta torre quadrangolare, da cui l'occhio può abbracciare un'ampia e bellissima veduta. Sopra l'arco una finta porta, allato dell'ingresso, è internata una epigrafe la quale ricorda come il card. Paulucci, vescovo tusculano, ottenesse da Benedetto XIV per sè e suoi successori di risiedere in questo fabbricato (di proprietà della Camera Pontificia) che egli stesso cominciò a restaurare. Sull'adito è posta un'altra iscrizione che, principalmente, tramanda ai posteri la munificenza del card. d'York il quale fece ricostruire il palazzo, dove egli era rimasto illeso, nello sprofondarsi che un di fece il pavimento della sala da pranzo.
Nel piano terreno sono disposti gli uffici della curia vescovile e la residenza del vicario generale della diocesi, od anche del vescovo suffraganeo, se vi sia in rappresentanza del cardinal titolare della sede suburbicaria. In tale appartamento ben meritano di essere osservate quattro antiche porte, dalle imposte di legno di quercia intagliate, ove sono ornati a fogliami, con orologio a polvere ed una rovere (stemma Roveriano), sormontati da cartelli recanti il nome di Lucrezia della Rovere signora del castello di Frascati nella prima metà del secolo XVI.
Nel muro della scala che conduce al piano nobile, una grande iscrizione marmorea ricorda l'accoglienza che nell'ottobre del 1802 qui fece il card. d'York a Pio VII, essendo presente Carlo Emanuele IV re di Sardegna. Le pareti della sala sono adorne di due grandi tele, ad ovatini, in cui sono ritratti tutti i vescovi tusculani. Molto decorosa è la cappella dell'appartamento cardinalizio, eretta dal card. d'York, nella quale è un bel quadro ad olio con le Tre Virtù Teologali e la Mistica Navicella di s. Pietro, opera di pennello del cav. Conca.
La prima costruzione dell'edificio si fa risalire all'epoca di Pio II (1458-'64); ed il suo migliore adattamento, quasi a fortezza, fu compiuto dal cardinale Guglielmo d'Estouteville, barone di Frascati nell'ultimo quarto del XV secolo. In seguito, il fabbricato appartenne agli altri signori del feudo, fino a Lucrezia Della Rovere, vedova di Marcantonio Colonna. Venuto poi Frascati, con titolo di città, sotto la giurisdizione immediata dei pontefici, la Rocca, passata in proprietà della Camera Apostolica, fu residenza dei maggiordomi pontifici, governatori del luogo, ed anche dimora di alcuni papi. Vi furono Alessandro VI, Paolo III, Pio IV, e Clemente VIII il quale vi datò atti importanti della Santa Sede.
Benedetto XIV offrì l'edificio in dono ai vescovi di Frascati, e da quel tempo vi si videro altri pontefici e personaggi illustri, ospiti di un sol giorno de' vari cardinali vescovi tusculani.
Due brevi e ripide stradicciuole, aperte ai lati dell'Episcopio, scendono giù alla Piazza s. Rocco. Qui, avanti all'ingresso inferiore, or fuori d'uso, del palazzo vescovile, è un'antica fonte ottagona fatta costruire nell'anno 1480 dal card. D'Estouteville.
Questa fontana ebbe un restauro nel secolo XVIII, ed altro nel 1846, allorchè venne rimossa dal piede del vicino torrione angolare dell'Episcopio, per essere posta più verso il centro della piccola piazza. Dirimpetto alla fonte sorgeva la Porta S. Rocco, già Romana, costruita a'tempi di Sisto V ed atterrata nel 1887, per dar compimento ai grandi lavori della via pensile Regina Margherita ed alla nuova sistemazione del sottostante borgo: non era un'opera architettonica veramente monumentale ma decorosa ed eretta, secondo la tradizione,, sopra disegno lasciato dal Vignola.
CAMPANILE MEDIOEVALE, unico monumento che resti a Frascati, dei tempi di mezzo. Ne fu compiuta la costruzione il 26 aprile 1305 da Andrea di Madio e da Giovanni di Giordano, per suffragio delle anime de' loro defunti, siccome è espresso nella importante iscrizione, in caratteri del tempo, la quale vi sta infissa. Questa modesta torre campanaria quadrilatera, di opera saracinesca, è a "tre ordini con quattro cornicioni a triangoli laterizi, sostenuti da mensolette di pietra. Un'edicoletta marmorea con arco tondo sta all'angolo nord-est, e con una colonnina spirale, essendo caduta l'altra. Un'altra edicola più grande, ma in peperino, dipinta da moderna e profana mano, ha l'arco ogivale e male disegnato". Il card. Micara, vescovo di Frascati, voleva dar mano ai lavori di isolamento e di restauro di questa opera architettonica; ma per l'avvenuta sua morte, il monumento è andato sempre più deteriorando".

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