sabato 22 novembre 2008

Il "Monte del Grano" nelle incisioni dell'abate Angelo Uggeri

Nella "Journée du Tusculum"

L’abate Angelo Uggeri (Gersa 1754 – Roma 1837) dedica alla “Journée du Tusculum” le 24 tavole del settimo volume dell’opera monumentale “Journées pittoresques des anciens edifices de Rome et des environs” consistente in ben 952 stampe, suddivise in 30 volumi, incise tra il 1793 e il 1810. Egli inizia il suo itinerario sull’attuale Via Tuscolana partendo da Porta Furba, che altro non è che un’arcata dell’Acquedotto Felice fatto realizzare da Papa Sisto V nel 1585, e da lì scende in direzione di Frascati. Superata la discesa che viene subito dopo il ponte che sovrasta la ferrovia Roma-Napoli, sul lato sinistro della Tuscolana, compresa fra Via Cincinnato e Via Monte del Grano, all’altezza di Piazza dei Tribuni, c’è una collinetta, chiamata per l’appunto “Monte del Grano”, che l’Uggeri rappresenta nelle tavole n. 4 e 5 della sua “Journée du Tusculum intitolate rispettivamente: “Tombeau d’Alexandre Sevère” e “Intérieur du Tombeau”. Nei secoli scorsi detta collina è risultata essere una sorta di scatola cinese dalle tante sorprese: sotto di essa fu rinvenuto un grosso sepolcro circolare, all’interno del quale fu rinvenuto un grosso sarcofago di marmo sormontato da due statue, all’interno del quale si dice sia stato rinvenuto un dei più preziosi vasi di vetro di epoca romana. Ecco cosa è stato scritto in proposito nel 1750 alle pagine 262 e 263 della Descrizione di Roma e dell’Agro Romano fatta già ad uso della carta topografica del Cingolani dal padre Francesco Eschinardi della Compagnia di Gesù: “Guardando a sinistra separato dalla via si vede un monte rotondo, denominato Monte del Grano per essere stato la maggior parte ridotto a cultura di grano, dove fu scoperta una gran camera sepolcrale rotonda, della quale ne porta il disegno Ficoroni. Qui fu ritrovata la grand’urna Sepolcrale che si conserva in Campidoglio con sopra due statute giacenti, credute d’Alessandro Severo, e di Mamea sua Madre; ma le teste non somigliano le medaglie. Un bel vaso vi fu trovato, che è nel Museo Barberino, che dicono essere d’agata, ma è di composizione di pasta, e di vetro nero, e sopra bianco, che l’artefice ridusse a cameo”. In effetti il sepolcro fu rinvenuto nel ‘500 da uno scavatore che, non essendone ancora conosciuto né visibile il portale di accesso, vi si calò dall’alto dopo aver realizzato un foro sulla sommità della cupola che lo ricopriva. All’interno del sepolcro fu rinvenuto un sarcofago di età imperiale, lungo quasi tre metri, largo oltre uno e alto quasi due e mezzo, ora conservato presso i Musei Capitolini, sulla cui copertura sono due statue in posizione distesa, una maschile l’altra femminile, che la tradizione del tempo volle attribuite ad Alessandro Severo, assassinato in Gallia nel 235 d.C., e a sua madre Mamea. In realtà la datazione del sepolcro, anteriore di circa un secolo all’epoca di Alessandro Severo, la scarsa somiglianza delle statue con le altre effigi dell’imperatore e di sua madre, e l’interpretazione delle scene rappresentate sui lati del sarcofago, attribuite alla vita di Achille, hanno fatto venire meno i fondamenti di tale attribuzione. Sempre la tradizione dell’epoca, riportata come abbiamo visto ancora due secoli dopo dall’Eschinardi, vuole, non si sa con quanto fondamento, che all’interno del sarcofago sia stato ritrovato il famoso vaso di vetro, con rilievi lavorati a cammeo che rappresenterebbero il matrimonio fra Giove, sotto forma di drago e Proserpina, a lungo conservato presso Palazzo Barberini e poi venduto, a fine ‘700, al Duca di Portland. Detto vaso, noto appunto come Vaso Portland, è ora conservato a Londra presso il British Museum ed elencato fra i trentacinque oggetti più noti in esso conservati. Sulla collina rappresentata dall’Uggeri sorgeva un’antica torre, di quelle tipiche della campagna romana, conservatasi per molti secoli e ancora visibile in qualche foto d’epoca e poi crollata all’improvviso sotto una tempeste di pioggia e vento in una notte del gennaio dell’anno 1900. Numerose sono le visite guidate organizzate dal Comune di Roma e dalle associazioni culturali della zona per visitare il Mausoleo del Monte del Grano e chi è interessato non avrà che l’imbarazzo della scelta.
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BIBLIOGRAFIA (in ordine crologico):
- Athanasio Kircher: “Latium. Id est Latii tum veteris tum novi descriptio” – Amstelodami 1671
- Francesco Eschinardi: “Descrizione di Roma e dell’Agro Romano” – Roma 1750
- Antonio Nibby: “Viaggio antiquario ne’ contorni di Roma” – Roma 1819
- Antonio Nibby: “Ricostruzione storico-topografico-antiquaria della carta de’contorni di Roma” – Roma 1837
- G. Robello: “Les curiosités de Rome et de ses environs” – Parigi 1854
- G. Tomassetti: “La Via Latina nel Medio Evo – Analisi storica” – Roma 1886
- Giuseppe e Francesco Tomassetti: “La Campagna Romana antica, medioevale e moderna” – Roma 1910-1926
- Carlo Alberto Petrucci: “Catalogo generale delle stampe … Calcografia Nazionale” – Roma 1953
- Giovanni M. De Rossi: “Torri medievali della Campagna Romana” – Roma 1981
- Romano Mergè: “Frascati sconosciuta” – Frascati 1983
- Romolo A. Staccioli: “Roma di ieri Roma di oggi” – Roma 1993
- Massimo Valenti: “Via Tuscolana” – Roma 1995
- Mara Sternini: “Il vetro. Storia, archeologia, arte, tecnica” su Archeo – Anno XI, n. 11 Novembre 1996
- Danila Mancioli: “Il mausoleo di Monte del Grano” su Forma Vrbis – Anno II, n. 1 Gennaio 1997
- http://www.comune.roma.it/ sito istituzionale del Comune di Roma
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